MONDO
Il Paese è nel caos
Burkina Faso, 4 italiani bloccati dopo gli scontri nella capitale Ouagadougou
Sono volontari torinesi. Contatti con AirFrance per farli tornare. "Sono al sicuro ma la situazione è instabile quindi vogliamo che tornino", spiega la segretaria di Anemon onlus, l'associazione torinese di cui fanno parte i quattro cooperanti

Sono due coppie di cooperanti
Sono due coppie di cooperanti, due uomini e due donne. "Dovevano rimanere una decina di giorni per verificare e controllare i progetti che hanno seguito - ci spiega la segretaria di Anemon onlus, l'associazione torinese di cui fanno parte, che preferisce rimanere anonima - Si stavano occupando della realizzazione di alcuni pozzi d'acqua e di un progetto di sostegno a distanza: un centro che accoglie bambini con problemi uditivi". I 4 volontari sono Carlo Alessio, Felice Polarolo, Rosa Bignoni e Cristiana Catino.
Bloccati prima in albergo poi presso una missione
"Adesso sono tutti bloccati: prima erano nel loro albergo adesso sono stati accolti dalla missione 'Fratelli Cristiani'. Non possono uscire in strada per le continue manifestazioni - spiega - Dovevano partire in serata con un volo AirFrance ma poi hanno chiuso l'aeroporto e tutte le frontiere". "Stanno bene, non sono in pericolo di vita, sono al chiuso quindi protetti. Ma la situazione è instabile quindi vogliamo che ritornino in Italia. Inoltre, noi non veniamo pagati, siamo tutti volontari, lo facciamo per passione e abbiamo tutti un altro lavoro".
Il Paese nel caos
Il Burkina Faso sta affrontando un momento difficile ed è sprofondato nel caos. Il presidente Blaise Compaoré, al potere da 27 anni, ha annunciato le dimissioni dopo che nel Paese è scoppiata una rivolta popolare contro il suo tentativo di modificare la Costituzione per farsi rieleggere. Giovedì ci sono stati scontri con i manifestanti che nella capitale Ouagadougou hanno dato alle fiamme il Parlamento e hanno assaltato la sede della tv di Stato. L'esercito ha preso il potere e ha annunciato lo scioglimento del governo e dell'Assemblea nazionale, poi ha imposto il coprifuoco notturno. Negli scontri almeno trenta persone hanno perso la vita, un centinaio i feriti.