MONDO
La struttura ospita staff dell'Onu e militari francesi
Burkina Faso, assalti di Al-Qaeda: almeno 29 morti. I jihadisti: "Vendetta contro la Francia"
29 morti e 150 persone liberate è il bilancio dell'assalto avvenuto nella capitale Ouagadougou. Intanto due cittadini australiani sono stati rapiti dagli estremisti nella zona settentrionale del Paese. Tra le vittime sei cittadini canadesi. Lo ha annunciato il premier canadese Justin Trudeau.
E' ulteriormente salito ad almeno 29 morti e 30 feriti il bilancio ancora provvisorio dei morti nell'attacco jihadista di ieri a Ouagadougou. Lo ha reso noto il ministro della Sicurezza del Burkina Faso. Tra le vittime, secondo il ministero degli Esteri francese ci sarebbero almeno 2 francesi. Tra le vittime sei cittadini canadesi. Lo ha annunciato il premier canadese Justin Trudeau.
Una serie di attacchi rivendicati da al-Qaeda nel Maghreb ha colpito le strutture frequentate dagli occidentali nella capitale del Burkina Faso. Un commando di almeno tre uomini armati ha preso d'assalto l'hotel Splendid e un bistrot "Le Cappuccino" con due autobombe esplose intorno alle 20.30 ora italiana di ieri. I miliziani inneggiavano ad Allah e indossavano i turbanti. Dopo un blitz delle forze speciali burkinabe', i jihadisti hanno attaccato l'albergo Ybi.
150 persone di 18 nazionalità sono state liberate con il blitz delle forze di sicurezza. Alcune fonti della sicurezza hanno parlato di quattro miliziani uccisi, tra loro due donne, ma l'ambasciatore francese in Burkina Faso, Gilles Thibault, non conferma: secondo il diplomatico sono rimasti uccisi tre terroristi, e non quattro, e sarebbero tutti uomini.
Sono continuate fino a tarda mattinata le operazioni per mettere in sicurezza gli edifici presi di mira nel centro della capitale. Intanto due cittadini australiani, un medico e sua moglie, sono stati rapiti dagli estremisti nella zona settentrionale del Burkina Faso, vicino al confine con il Mali. Al momento non è chiaro se il rapimento sia legato all'assalto rivendicato da al-Qaeda nel Maghreb islamico.
Nel Cappuccino Café, meta di occidentali e personale internazionale, proprietà di un italiano, sono stati trovati "10 cadaveri". La Farnesina ha immediatamente allertato l'Unità di crisi per verificare l'eventuale coinvolgimento di italiani e raccomanda ai connazionali presenti nella capitale del Burkina Faso di "evitare ogni spostamento e rimanere nelle proprie abitazioni".
Al-Qaeda nel Maghreb (Aqmi) ha rivendicato l'attacco: "È una vendetta contro la Francia e i miscredenti occidentali", afferma il ramo nordafricano di al-Qaeda. A Ouagadougou c'è la base delle forze speciali francesi attive nell'operazione barkhane, lanciata da Parigi per contrastare il terrorismo in tutta la regione del Sahel. L'assalto, prosegue l'Aqmi, "è stato compiuto dai combattenti del battaglione Morabitoun", guidato da Mokhtar Belmokhtar, uno dei leadar jihadisti più temuti del Sahel, dato per morto a più riprese, anche nel giugno scorso. È sempre lui che ha organizzato l'attacco contro l'hotel Radisson Blu di Bamako, capitale del Mali, nel quale sono stati uccise 21 persone.
Il Burkina Faso è attraversato da sporadiche violenze e scontri dall'ottobre 2014, quando l'anziano presidente Blaise Compaoré venne rimosso nel corso di una protesta popolare, ma finora è stato quasi del tutto risparmiato dagli attacchi lanciati dalle milizie islamiche nel vicino Mali.
Una serie di attacchi rivendicati da al-Qaeda nel Maghreb ha colpito le strutture frequentate dagli occidentali nella capitale del Burkina Faso. Un commando di almeno tre uomini armati ha preso d'assalto l'hotel Splendid e un bistrot "Le Cappuccino" con due autobombe esplose intorno alle 20.30 ora italiana di ieri. I miliziani inneggiavano ad Allah e indossavano i turbanti. Dopo un blitz delle forze speciali burkinabe', i jihadisti hanno attaccato l'albergo Ybi.
150 persone di 18 nazionalità sono state liberate con il blitz delle forze di sicurezza. Alcune fonti della sicurezza hanno parlato di quattro miliziani uccisi, tra loro due donne, ma l'ambasciatore francese in Burkina Faso, Gilles Thibault, non conferma: secondo il diplomatico sono rimasti uccisi tre terroristi, e non quattro, e sarebbero tutti uomini.
Sono continuate fino a tarda mattinata le operazioni per mettere in sicurezza gli edifici presi di mira nel centro della capitale. Intanto due cittadini australiani, un medico e sua moglie, sono stati rapiti dagli estremisti nella zona settentrionale del Burkina Faso, vicino al confine con il Mali. Al momento non è chiaro se il rapimento sia legato all'assalto rivendicato da al-Qaeda nel Maghreb islamico.
Pas de femmes parmi les 3 assaillants tués. Bilan des victimes : 27 morts.
Nationalité des décédés pas encore connue #AttaqueOuaga #Burkina
— Gilles Thibault (@G_Thibault_Fr) 16 Gennaio 2016Nel Cappuccino Café, meta di occidentali e personale internazionale, proprietà di un italiano, sono stati trovati "10 cadaveri". La Farnesina ha immediatamente allertato l'Unità di crisi per verificare l'eventuale coinvolgimento di italiani e raccomanda ai connazionali presenti nella capitale del Burkina Faso di "evitare ogni spostamento e rimanere nelle proprie abitazioni".
Al-Qaeda nel Maghreb (Aqmi) ha rivendicato l'attacco: "È una vendetta contro la Francia e i miscredenti occidentali", afferma il ramo nordafricano di al-Qaeda. A Ouagadougou c'è la base delle forze speciali francesi attive nell'operazione barkhane, lanciata da Parigi per contrastare il terrorismo in tutta la regione del Sahel. L'assalto, prosegue l'Aqmi, "è stato compiuto dai combattenti del battaglione Morabitoun", guidato da Mokhtar Belmokhtar, uno dei leadar jihadisti più temuti del Sahel, dato per morto a più riprese, anche nel giugno scorso. È sempre lui che ha organizzato l'attacco contro l'hotel Radisson Blu di Bamako, capitale del Mali, nel quale sono stati uccise 21 persone.
Il Burkina Faso è attraversato da sporadiche violenze e scontri dall'ottobre 2014, quando l'anziano presidente Blaise Compaoré venne rimosso nel corso di una protesta popolare, ma finora è stato quasi del tutto risparmiato dagli attacchi lanciati dalle milizie islamiche nel vicino Mali.
