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MONDO

Caos nel Paese

Burkina Faso, pugno duro dell'esercito contro i manifestanti: un morto

La Farnesina: nessun italiano coinvolto negli scontri. Il colonnello Zida, che ha preso il potere nel Paese, ha incontrato i leader dell'opposizione. Al termine della riunione le forze armate hanno confermato la sua promessa di un processo di transizione "democratico" con la partecipazione di tutte le forze vitali del Burkina Faso

Burkina Faso (Ap)
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Burkina Faso L'esercito si è imposto con la forza in Burkina Faso, mettendo a tacere migliaia di manifestanti che contestavano la presa del potere da parte del colonnello Isaac Zida, 49 anni, gradito alle alte sfere militari. 

Un giovane è rimasto ucciso durante gli scontri nei pressi della sede della radiotelevisione nazionale a Ouagadougou dove soldati del reggimento della sicurezza presidenziale - che hanno occupato l'edificio - hanno sparato in aria per disperdere i manifestanti. Lo ha annunciato l'esercito senza fornire l'identità della vittima e precisando che "probabilmente si è trattato di un proiettile vagante". Per l'opposizione dall'inizio degli scontri che hanno portato alla fuga del presidente Blaise Compaorè, i morti sono una trentina.

La Farnesina: nessun italiano coinvolto negli scontri 
Nessun cittadino italiano risulta essere rimasto coinvolto negli scontri in Burkina Faso. Lo ha reso noto l'Unità di crisi della Farnesina.  

Italiani bloccati: "Sentiamo spari"
Intanto sono ancora bloccati a Ouagadougou, la capitale del Burkina Faso, i quattro volontari torinesi della associazione Anemon. "Siamo preoccupati, perché la situazione non sembra che si stia risolvendo", dice ai microfoni del Tg3 Piemonte uno dei quattro, Felice Polarolo. "Nel centro della città - aggiunge - si sentono ripetuti colpi di arma da fuoco". I quattro volontari sono bloccati in Burkina Faso da mercoledì. Si stavano occupando della realizzazione di alcuni pozzi d'acqua e di un progetto di sostegno a distanza. La Onlus torinese a cui appartengono si sta attivando per favorire il loro immediato rimpatrio.

Giornata carica di tensione
L'intera giornata è stata carica di tensione. Di prima mattina erano solo un migliaio le persone che avevano risposto agli appelli alla mobilitazione dell'opposizione e della società civile. Poi però la folla era andata aumentando e in tarda mattinata migliaia di manifestanti avevano lasciato Piazza della Nazione (culla della rivolta popolare che in pochi giorni ha costretto alla fuga il presidente Blaise Compaorè) dirigendosi verso la sede della radiotelevisione nazionale. Scandivano slogan contro Zida. I militari hanno però giocato d'anticipo e, poco dopo le 14 ora locale, sono entrati nell'edificio sparando nel cortile dello stabile e prendendo il controllo di tutti i locali, dopo aver fatto uscire i dipendenti dell'emittente e i giornalisti stranieri. Negli stessi minuti i manifestanti che ancora si trovavano in Piazza della Nazione venivano allontanati e
dispersi dai soldati.

L'incontro tra Zida e i leader dell'opposizione
A tarda sera, l'attenzione era tutta rivolta all'incontro tra il nuovo uomo forte del Burkina Faso e le opposizioni. Al termine, le forze armate hanno confermato la promessa fatta da Zida di un processo di transizione "democratico" con la partecipazione di tutte le forze vitali del Paese. E lunedì mattina alle 10, al ministero degli Esteri, il colonnello incontrerà il corpo diplomatico.

La condanna della comunità internazionale
La comunità internazionale ha condannato con decisione la presa di potere da parte dei militari. Stati Uniti in testa, seguiti dall'Unione Africana e dall'Organizzazione regionale dell'Africa Occidentale (Ecowas-Cedeao), sono arrivati a minacciare "sanzioni" benché non possano dimenticare l'appoggio finora dato dal piccolo Paese africano alla lotta contro i jihadisti nel Sahel. Anche l'Ue, attraverso il Servizio di azione esterna, guidato da Federica Mogherini, ha fatto un appello all'esercito perché rispetti i diritti fondamentali della popolazione.
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