SPORT
Primo pareggio per gli azzurri di Conte dopo quattro vittorie consecutive
Euro2016, Italia-Croazia 1-1 a Milano
Match sospeso per alcuni minuti nel secondo tempo per lancio di petardi e fumogeni da parte dei tifosi croati. Nel primo tempo le reti di Candreva e Perisic
di Mauro Caputi
Arriva il primo pareggio per l'Italia dopo il filotto di quattro successi (inclusa l'amichevole contro l'Olanda). A San Siro la Croazia impone l'1-1, e per quel che si è visto per gran parte del match il risultato va benissimo agli azzurri. La situazione per la qualificazione a Euro2016 resta favorevole. Italia e Croazia sono in testa al Gruppo H a braccetto con 10 punti. A 9 sale la Norvegia, che ha vinto 1-0 in Azerbaigian. Pari 1-1 fra Bulgaria e Malta, con i bulgari (a cui l'Italia farà visita a marzo) quarti a 4 punti e quindi lontani. Le prime due passano direttamente, la terza o si qualifica o, alla peggio, va ai playoff con le altre terze.
Classico 3-5-2 di Conte, ma con interpreti nuovi causa infortuni. In difesa Darmian, Ranocchia e Chiellini. De Sciglio e Pasqual sugli esterni, De Rossi (centesima presenza azzurra) centrale nel ruolo di Pirlo con a fianco Candreva e Marchisio. Punte confermatissime, Zaza e Immobile. Kovac affida l'attacco al solo Mandzukic, con Rakitic a sostegno. Kovacic, come ipotizzato, va in panchina (con gli altri 'italiani' Vrsaljko e Badelj). Da un corner arriva la prima occasione per i croati, con Buffon che chiude lo specchio a Perisic. Sempre Buffon è pronto sul tiro da fuori di Modric. L'Italia sembra avere difficoltà d'impostazione, tuttavia fa subito male su un suggerimento dalla fascia: Zaza tenta una conclusione, poi appoggia a Candreva che, centrale dai 18 metri, batte Subasic con un destro preciso nell'angolo basso (11'). Il vantaggio dura poco. Al 15' grave errore di Buffon su un diagonale di Perisic abbastanza innocuo e la gara torna in equilibrio.
La gara cala un po' d'intensità. Poco dopo metà frazione un fatto inconsueto. Problemi muscolari per Modric e Pasqual, praticamente in simultanea. Entrano Kovacic (che va dietro Mandzukic, arretra Rakitic) e il 'deb' Soriano (che va in mezzo a destra, con Candreva che si sposta sulla fascia destra e De Sciglio a sinistra). L'Italia comincia a crescere, due cross di Candreva non trovano la deviazione vincente di Immobile e De Sciglio. I croati accusano l'uscita di Modric, il gioco non scorre fluido e gli azzurri si liberano facilmente del primo pressing. Nel recupero occasionissima per la Croazia dopo un contrasto aereo fra Mandzukic e Buffon (netto fallo dell'attaccante non ravvisato da Kuipers), Olic di testa e Ranocchia respinge sulla linea.
La ripresa si apre con la sventola di Zaza, bloccata da Subasic. Poi incredibile occasione per la Croazia, con Kovacic colpito da una respinta della difesa e Buffon che controlla il rimpallo. Conte decide di puntare su El Shaarawy, che entra in luogo di Immobile (52') e determina il passaggio alla difesa a quattro. Il 'faraone' va all'esterno sinistro, ma è costretto ad abbassarsi a fare il terzino perché l'Italia arretra surclassata dal palleggio degli avversari che fanno molto possesso e gran pressing. Conte prova a dare la scossa giocandosi subito il terzo cambio: Pellè per Zaza al 62'. Il copione generale non cambia, ma c'è un break col movimento di El Shaarawy che si accentra e conclude di pochissimo alto. Al 75', dopo un paio di lanci di fumogeni e petardi da parte dei tifosi croati che avevano fermato il gioco per qualche minuto, l'arbitro Kuipers decide di sospendere la partita. Si ricomincia dopo una decina di minuti e l'inatteso timeout sembra aver fatto bene agli azzurri. Subito due conclusioni di El Shaarawy ribattute con affanno dalla difesa. La squadra di Kovac (che inserisce Kramaric e Badelj) perde lucidità e rinuncia alla pressione. E nel miglior momento arriva la migliore occasione della Croazia. All'87' un banale errore a centrocampo dà l'abbrivio al contropiede che mette Perisic davanti a Buffon: la conclusione incrociata finisce di un soffio a lato. E' l'ultimo brivido, finisce pari.
"Non era semplice, contro una squadra che è più rodata di noi e ha grande qualità -commenta a caldo Antonio Conte-. Si è aggiunto subito il problema di Pasqual e ho dovuto far debuttare Soriano. Ringrazio il pubblico di San Siro che ci ha sostenuto anche nei momenti difficili. Noi dobbiamo crescere e migliorare ancora tanto". Sulla difesa a quattro, provata nel secondo tempo, il ct dice: "A quel punto, con la situazione che si era creata e gli infortuni, era inevitabile. La prova di El Shaarawy e Pellè? Il gruppo azzurro ha bisogno di gente che porta questo entusiasmo".
Classico 3-5-2 di Conte, ma con interpreti nuovi causa infortuni. In difesa Darmian, Ranocchia e Chiellini. De Sciglio e Pasqual sugli esterni, De Rossi (centesima presenza azzurra) centrale nel ruolo di Pirlo con a fianco Candreva e Marchisio. Punte confermatissime, Zaza e Immobile. Kovac affida l'attacco al solo Mandzukic, con Rakitic a sostegno. Kovacic, come ipotizzato, va in panchina (con gli altri 'italiani' Vrsaljko e Badelj). Da un corner arriva la prima occasione per i croati, con Buffon che chiude lo specchio a Perisic. Sempre Buffon è pronto sul tiro da fuori di Modric. L'Italia sembra avere difficoltà d'impostazione, tuttavia fa subito male su un suggerimento dalla fascia: Zaza tenta una conclusione, poi appoggia a Candreva che, centrale dai 18 metri, batte Subasic con un destro preciso nell'angolo basso (11'). Il vantaggio dura poco. Al 15' grave errore di Buffon su un diagonale di Perisic abbastanza innocuo e la gara torna in equilibrio.
La gara cala un po' d'intensità. Poco dopo metà frazione un fatto inconsueto. Problemi muscolari per Modric e Pasqual, praticamente in simultanea. Entrano Kovacic (che va dietro Mandzukic, arretra Rakitic) e il 'deb' Soriano (che va in mezzo a destra, con Candreva che si sposta sulla fascia destra e De Sciglio a sinistra). L'Italia comincia a crescere, due cross di Candreva non trovano la deviazione vincente di Immobile e De Sciglio. I croati accusano l'uscita di Modric, il gioco non scorre fluido e gli azzurri si liberano facilmente del primo pressing. Nel recupero occasionissima per la Croazia dopo un contrasto aereo fra Mandzukic e Buffon (netto fallo dell'attaccante non ravvisato da Kuipers), Olic di testa e Ranocchia respinge sulla linea.
La ripresa si apre con la sventola di Zaza, bloccata da Subasic. Poi incredibile occasione per la Croazia, con Kovacic colpito da una respinta della difesa e Buffon che controlla il rimpallo. Conte decide di puntare su El Shaarawy, che entra in luogo di Immobile (52') e determina il passaggio alla difesa a quattro. Il 'faraone' va all'esterno sinistro, ma è costretto ad abbassarsi a fare il terzino perché l'Italia arretra surclassata dal palleggio degli avversari che fanno molto possesso e gran pressing. Conte prova a dare la scossa giocandosi subito il terzo cambio: Pellè per Zaza al 62'. Il copione generale non cambia, ma c'è un break col movimento di El Shaarawy che si accentra e conclude di pochissimo alto. Al 75', dopo un paio di lanci di fumogeni e petardi da parte dei tifosi croati che avevano fermato il gioco per qualche minuto, l'arbitro Kuipers decide di sospendere la partita. Si ricomincia dopo una decina di minuti e l'inatteso timeout sembra aver fatto bene agli azzurri. Subito due conclusioni di El Shaarawy ribattute con affanno dalla difesa. La squadra di Kovac (che inserisce Kramaric e Badelj) perde lucidità e rinuncia alla pressione. E nel miglior momento arriva la migliore occasione della Croazia. All'87' un banale errore a centrocampo dà l'abbrivio al contropiede che mette Perisic davanti a Buffon: la conclusione incrociata finisce di un soffio a lato. E' l'ultimo brivido, finisce pari.
"Non era semplice, contro una squadra che è più rodata di noi e ha grande qualità -commenta a caldo Antonio Conte-. Si è aggiunto subito il problema di Pasqual e ho dovuto far debuttare Soriano. Ringrazio il pubblico di San Siro che ci ha sostenuto anche nei momenti difficili. Noi dobbiamo crescere e migliorare ancora tanto". Sulla difesa a quattro, provata nel secondo tempo, il ct dice: "A quel punto, con la situazione che si era creata e gli infortuni, era inevitabile. La prova di El Shaarawy e Pellè? Il gruppo azzurro ha bisogno di gente che porta questo entusiasmo".
