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ECONOMIA

Pesano soprattutto Tasi e aumento dell'Iva

Cgia: "Italia torchiata dal fisco, fino all'11 giugno si lavora per pagare le tasse"

Secondo l'Ufficio Studi dell'associazione che riunisce artigiani e piccole imprese, nel 2014 la pressione fiscale toccherà il 44%. "Così sarà difficile rilanciare i consumi delle famiglie"

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Fino all’11 giugno scorso abbiamo lavorato per pagare le tasse: è un vero record, stabilito a causa di una pressione fiscale che nel 2014 toccherà il 44%. A calcolare il carico di imposte che grava su ogni famiglia italiana è l’Ufficio Studi della Cgia, che dipinge il ritratto di un paese frenato dal fisco.
 
Pesano Tasi e nuova aliquota Iva
Secondo la Cgia, lo scorso anno, grazie all’abolizione dell’Imu sulla prima casa, il prelievo medio annuo per ogni famiglia era sceso a 15.329 euro: ben 325 euro in meno rispetto a quanto versato nel 2012. Per l’anno in corso invece il gettito è destinato ad aumentare ancora a causa dell’introduzione della Tasi e degli effetti legati all’aumento dell’aliquota Iva avvenuto nell’ottobre scorso. 
 
"Pressione fiscale in aumento nonostante il bonus da 80 euro" 
“Gli effetti legati alla rivalutazione delle rendite finanziarie, all’aumento dell’Iva, che nel 2014 si distribuisce su tutto l’arco dell’anno, all’introduzione della Tasi e, soprattutto, all’inasprimento fiscale che graverà sulle banche, compensano abbondantemente il taglio dell’Irap e gli 80 euro lasciati in busta paga ai lavoratori dipendenti con redditi medio bassi - afferma il segretario della Cgia, Giuseppe Bortolussi - Al netto delle modifiche che potrebbero essere introdotte nella nota di aggiornamento al Def che sarà presentata nelle prossime settimane, la pressione fiscale di quest’anno è destinata a salire di 0,2 punti percentuali rispetto al livello raggiunto nel 2013”.

Tax Freedom Day l'11 giugno
Tra le conseguenze c’è lo spostamento in avanti del cosiddetto “Tax Freedom Day”, cioè il giorno in cui si smette di lavorare per le tasse. Nel 1995 era a fine maggio, ora si è spostato fino all’11 giugno. ”Nonostante la restituzione degli 80 euro ai redditi più bassi, con un carico fiscale di questa portata sarà difficile rilanciare i consumi delle famiglie – continua Giuseppe Bortolussi - Il livello di arrabbiatura raggiunto nei confronti di un fisco sempre più aggressivo e pretenzioso ha fatto scendere ai minimi storici la fiducia dei consumatori italiani. Con gli effetti della crisi che non accennano a diminuire e un fisco sempre più esoso, i bilanci familiari rischiano di rimanere ancora in rosso, penalizzando anche quelli degli artigiani e dei piccoli commercianti che vivono quasi esclusivamente dei consumi del territorio in cui operano”.
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