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ECONOMIA

Resta il monito per una ripresa ancora fragile. E il rischio stagnazione

Fmi rassicura: "Recessione Eurozona ridotta a zero". Buone notizie anche per l'economia del Belpaese

Il giudizio contenuto nel Rapporto economico di primavera dell'istituto di Washington. Buone notizie per i conti del Belpaese. E sull'uscita della Grecia dalla zona euro Olivier Blanchard, capo del dipartimento ricerca, dice: "Sarebbe costosa e dolorosa" 
 

Christine Lagarde
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Washington Usa) Il Fondo monetario internazionale rivede al rialzo le stime di crescita per l'Italia. Secondo l'istituto di Washington il Prodotto interno lorod del nostro Paese quest'anno aumenterà di mezzo punto percentuale (+0,1% rispetto alle stime di gennaio), per poi accelerare all'1,1% nel 2015 (+0,3). Previsioni del Fondo buone, ma comuque più basse di quelle del governo, che prevede invece un +0,7% nel 2015 e +1,4% nel 2016.

Buone notizie anche per quanto riguarda il capitolo disoccupazione: quest'anno il tasso si attesterà al 12,6% e al 12,3% nel 2016. Anche il fronte caldo del deficit, secondo l'istituto, scenderà quest'anno al 2,6% dal 3,0% del 2014, per poi ridursi all'1,7% nel 2016. 

In Eurolandia - secondo gli esperti di Washington - "oltre a politiche macroeconomiche per la domanda bassa, le priorità restano quelle di abbassare la pressione fiscale che disincentiva l'occupazione. Diminuire quindi le tasse sul lavoro, a iniziare il cuneo fiscale, quindi programmi di formazione mirati a politiche attive per far ripartire l'occupazione"

Una fotografia positiva per il nostro Paese, anche meglio delle stime di crescita per l'Eurozona dove - secondo l'istituto diretto da Christine Lagarde - ci sono segnali di un rafforzamento, ma restano comunque dei rischi come la bassa inflazione e la stagnazione. Secondo il Fmi la ripresa dell'area euro continua a essere "fragile". Un respiro di sollievo riguarda il rischio recessione ridotto a zero, con una probabilità di deflazione nell'area euro scesa sotto il 30%. 

Il suggerimento dell'Fmi è quindi quello uello di avviare una "strategia ampia, su più fronti". Per quanto riguarda l'inflazione, il Fmi ritiene che nel 2015 diminuirà sia nelle economie avanzate sia sulla gran parte dei mercati emergenti, "riflettendo l'impatto del calo dei prezzi del petrolio". Per l'area euro i prezzi si manterranno sotto il target del 2% della Bce sia nel 2015 sia nel 2016 (0,1% nel 2015 e 1,0% nel 2016). L'azione della Bce ha fermato il calo delle aspettative di inflazione.

Attenzione, infine, per la spina nel fianco della Grecia. Secondo Olivier Blanchard, capo del dipartimento ricerca, un'ipotesi di uscita dalla zona euro: "Sarebbe costosa e dolorosa" 

 
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