Venerdì l'approvazione del Documento di economia e finanza
Governo pronto a varare una manovra da 10 miliardi
Pronti il Def e il Piano nazionale delle riforme: tagli alle agevolazioni fiscali e nuova spending review. L'Iva non salirà. Obiettivo: non aumentare le tasse. Municipalizzate nel mirino

Dieci miliardi, tra spending review e riduzione delle agevolazioni fiscali. L'obiettivo primario del Documento di economia e finanza (che dovrebbe essere varato venerdì 10 aprile) è non aumentare le tasse e scongiurare la clausola di salvaguardia che, al netto dei 6 miliardi già realizzati quest'anno, vale circa 10 miliardi di aumento dell'Iva e delle accise dal primo gennaio del 2016.
La bozza del piano, anticipata dal quotidiano La Repubblica, contiene la griglia degli interventi. Le intenzioni del governo già emergono dal Piano nazionale di riforme che dovrà essere presentato a Bruxelles, insieme al Def, e che ne ricalca i contenuti.
Detrazioni fiscali
Occhi puntati sulla nuova spending review: "Il governo si impegna ad assicurare ulteriori risparmi pari a 0,45 punti percentuali del Pil nel 2016". Si tratta di 7,2 miliardi che andrebbero a sterilizzare l'aumento dell'Iva, ai quali si aggiungeranno "ulteriori risparmi strutturali che verranno dalla revisione dell'insieme delle tax expenditures come previsto dai decreti attuativi della delega fiscale".
Ridurre gli sprechi: 8 punti di intervento
Per gli enti locali si prevede l'allineamento delle regole del Patto di stabilità interno a quelle europee: pareggio di bilancio, costi standard e pubblicazione online degli indici di performance. Nel mirino le aziende municipalizzate: il documento cita le aziende di trasporto pubblico e quelle di raccolta dei rifiuti che "soffrono di gravi e crescenti criticità di costo".
Riorganizzare le prefetture
Terzo punto d'attacco i 10 mila capitoli di spesa dello Stato centrale e la riorganizzazione di Prefetture e delle altre strutture periferiche. Al quarto punto la creazione di un' "unità indipendente di valutazione" degli investimenti pubblici al fine di ridurre i costi.
Invalidità e Inps
Sul Welfare, il Def annuncia una stretta sulle pensioni di invalidità finalizzata a eliminare le differenze tra Nord e Sud e alla creazione di un nuovo modello di assistenza che ottimizzi il coordinamento tra Inps, Comuni e Asl. Maggiore impatto anche della centrale degli acquisti per i beni della Pubblica amministrazione. Al settimo e ottavo punto: la razionalizzazione delle detrazioni fiscali e la "ricognizione degli incentivi" alle imprese per una "successiva razionalizzazione". Prevista anche la riforma della tassazione locale sugli immobili.
Riforme strutturali
Con il vento di ripresa internazionale che l'Italia deve agganciare la partita è tutta da giocare. Se da un lato è abbastanza scontato che il Pil del 2015 debba crescere allo 0,7 (più dello 0,6 previsto). Per il prossimo anno - se si punterà all'1,5 per cento, a fronte dell'1,3 previsto da Bruxelles - ci sarebbero margini maggiori. Come pure bisognerà vedere se il governo accetterà di scendere all'1,8 per cento di deficit-Pil, come fissato nel vecchio Def, oppure deciderà di aumentare il deficit e avere più respiro. Sul fronte delle flessibilità ci sono inoltre 7-8 miliardi, cioè lo 0,5 del Pil, che vengono concessi dall'Europa a chi mette in atto riforme strutturali.
Questa clausola sostituirebbe quella sulle "circostanze eccezionali" che ci ha permesso di accedere a uno sconto nel 2015. Margini si potranno avere anche con la flessibilità concessa agli investimenti, ma per entrambe le facilitazioni bisogna restare saldamente sotto il 3 per cento. L'utilizzo delle due clausole consentirebbe di bypassare l'ulteriore necessità di ridurre il deficit dello 0,3 per cento per rispettare la discesa verso il pareggio di bilancio strutturale prevista per il 2016 e pari a circa 5 miliardi. Se si considerasse anche questo aspetto infatti le necessità della legge di Stabilità 2016 salirebbero a 15 invece dei 10 miliardi previsti.