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FOOD

Congresso gastronomico

Identità golose, il confronto degli chef sulla libertà in cucina

A Milano dal 6 all'8 marzo ci sono oltre 100 chef di fama internazionale per la dodicesima edizione della manifestazione

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Sembra un piccolo nido d'ape colorato ma è in realtà la trippa decorata con salse particolari: 'To Bee or not to Bee', il piatto creato dalla chef stellata Cristina Bowerman, è simbolo della nuova edizione di Identità golose, la manifestazione che raduna oltre 100 cuochi di fama internazionale per incentivare un confronto sullo stato attuale della cucina.

L'appuntamento, ormai fisso da dodici anni, si tiene dal 6 all'8 marzo a Milano e discute di cibo e cucina a tutto campo: dal dessert al gelato fino alla pizza, con il pizzaiolo più celebre d’Australia ma di orgini abruzzesi Tony Nicolini.

L'edizione 2016 ha il tema "La forza della libertà": una riflessione sul valore della creatività e della convivialità messe a dura prova dalle tensioni che attraversano il pianeta. Lo scopo della manifestazione, ideata da Paolo Marchi, è quella di promuovere scambi culturali; la cucina, del resto, è sempre stata cultura, libertà di scambiarsi prodotti, cercare nuovi sapori, contaminarsi  attraverso il meglio di civiltà e alimentazioni diverse. 

L’apertura dei lavori del congresso è affidata a Davide Scabin, chef provocatorio e perfezionista. E nell'arco dei tre giorni arrivano a Milano arrivano tanti chef di fama internazionale (tra i tanti, Matthew Kenney, fondatore della più importante scuola di cucina vegana crudista al mondo e Margarita Forés migliore chef donna per la guida Asia’s 50 Best Restaurants). E poi il rapppresentante dell'avanguardia spagnola Ricard Camarena, considerato la nuova punta di diamante della cucina iberica post-El Bulli; dai Paesi Baschi ritornerà a Milano Josean Alija, il “cocinero vegetal”, alla guida del ristorante Nerua al Guggenheim Museum di Bilbao; dal Venezuela è atteso Carlos Garcia, capofila di un rinnovato orgoglio nazionale che passa anche attraverso la riscoperta dell’identità culinaria venezuelana. 

Al convegno internazionale ci sono anche i più rappresentativi chef italiani: da Massimiliano Alajmo a Massimo Bottura, da Enrico Crippa a Niko Romito, senza dimenticare le donne chef, come la tre stelle Micheline Annie Feolde o Cristina Bowerman.
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