MONDO
Videomessaggio al Festival internazionale del giornalismo di Perugia
Perugia, il direttore di Charlie Hebdo: "La libertà d'espressione non è una provocazione"
"Quello che è stato colpito non è soltanto la libertà di espressione, la laicità, la libertà di ridere e di sentire, è il cuore dell'idea politica della democrazia, della contestazione, della possibilità di contestare e della possibilità del dibattito"

"Siamo stati spesso accusati di essere provocatori, perché abbiamo usato il diritto della libertà di espressione, della libertà di satira, della libertà di caricatura e della libertà di blasfemia - ha aggiunto -. La blasfemia per noi è importante, non perché sia un piacere bestemmiare o insultare il potere divino. E' importante perché è una forma di contestazione dell'autorità. E questo in democrazia è fondamentale. Se una democrazia proibisce la blasfemia, se la punisce con la legge, non è più una democrazia, perché punisce la contestazione dell'autorità".
"Per noi è questa una delle ragioni per cui abbiamo deciso di continuare - ha detto ancora -. Perché quello che è stato colpito non è soltanto la libertà di espressione, la laicità, la libertà di ridere e di sentire, è il cuore dell'idea politica della democrazia, della contestazione, della possibilità di contestare e della possibilità del dibattito. Abbiamo visto con l'attentato a Copenhagen che questa gente il dibattito non lo vuole, lo rifiuta. E questo non è possibile. Se rifiutiamo il dibattito siamo morti. E noi siamo sempre vivi".