AMBIENTE
Il decreto legge è ritenuto "urgente" dal ministro dell'Ambiente
Il ministro Costa: "Il 3 ottobre forse il decreto ambiente andrà al Cdm"
Dopo il rinvio dello scorso 19 settembre ora "c'è un'emergenza legislativa"

"Stiamo seguendo insieme alla regione Valle d'Aosta la situazione sul Monte Bianco, l'elemento è simbolico perché il problema riguarda i ghiacciai. C'è una situazione preoccupante, c'è un'emergenza climatica e se ne sono accorti tutti" spiega Costa a margine di una conferenza stampa nella sede dell'Anci - Associazione nazionale comuni italiani -.
Ecco il perché del decreto ambiente che il ministro vuole presto proporre al Consiglio dei ministri, dopo il rinvio dello scorso 19 settembre. "Spero che il decreto possa andare in Consiglio dei ministri il 3 ottobre, le coperture ci sono ma vanno rapportate con la legge di Bilancio". Un decreto legge ritenuto "d'urgenza" dal ministro Costa, perché "se c'è un'emergenza climatica c'è anche un'emergenza legislativa".
Il ministro richiama il rapporto dell'Ipcc che ha evidenziato fra le altre e devastanti conseguenze, anche quella dello scioglimento dei ghiacciai e spiega che il decreto è "una necessità e un'urgenza di un'azione forte e coordinata per il clima, per scongiurare il verificarsi di eventi estremi e che rischiano di avere conseguenze drammatiche".
Così tra una settimana il speranzoso ministro Costa spera che il decreto legge possa finire al Consiglio dei ministri, "con il Parlamento che poi potrà arricchirlo". Un provvedimento d'urgenza quindi, non un disegno di legge, "qualcosa che sia immediatamente applicativo e che poi venga riscoperto nella legge di stabilità di quest'anno" ha detto Costa questa mattina ai microfoni di Radio Anch'io.
Il ministro Sergio Costa voleva far approvare subito le norme sul clima già lo scorso 19 settembre, ma altri ministri avevano fatto presente che alcune delle norme (in particolare il taglio dei sussidi ambientalmente dannosi) contenute andavano studiate più a fondo, in coordinamento con altri dicasteri. Resta, per ora, il nodo delle risorse collegato al decreto, soprattutto perché, proprio in questi giorni, ci saranno le prime riunioni per entrare nel merito della manovra.