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ITALIA

Allarme sul Monte Bianco

Radar, ghiacciaio Planpincieux scivola decine centimetri al giorno

Occhi e radar puntati sul ghiacciaio che rischia inesorabilmente di scivolare a valle. Da oggi sarà sotto controllo 24 ore su 24. Sarà percepito anche il più piccolo spostamento. Ma l'allarme riguarda l'intera Europa: l'Onu afferma che entro il 2100 il vecchio continente perderà l'80% dei ghiacciai

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I primissimi dati forniti dal radar che monitora il ghiacciaio Plan Planpincieux confermano uno spostamento della massa di alcune decine di centimetri al giorno. Lo ha riferito il responsabile del servizio geologico della Valle d'Aosta, Davide Bertolo. Si tratta di una tecnologia utilizzata già da una decina d'anni per il controllo di alcune frane che è in grado di percepire movimenti molto piccoli, anche di un decimo di millimetro, in qualsiasi condizione di visibilità. Sarà in grado di allertare la centrale operativa dell'imminente crollo. I glaciologi hanno calcolato che la massa in bilico che potrebbe collassare a breve è di 250 mila metri cubi. 



Allarme globale
Secondo un rapporto Onu, in Europa i ghiacciai potrebbero perdere l'80% della loro attuale massa nel 2100. Anche per questo da oggi il ghiacciaio del Planpincieux sarà controllato 24 ore su 24 e in qualsiasi condizione atmosferica. Fino ad oggi il ghiacciaio era sorvegliato con fotocamere che fornivano una sequenza di immagini. Il sistema però non funzionava in caso di nebbia, di scarsa visibilità o di notte. "L'attenzione su questo ghiacciaio - ha spiegato il glaciologo Fabrizio Troilo - è attiva fin dal 2012. In questi ultimi tempi è aumentata notevolmente la velocità di spostamento e la dinamica del collasso è legata in gran parte alla quantità di acqua che si trova alla base del ghiacciaio". Oggi nella zona il cielo è nuvoloso e la temperatura si è abbassata. Condizione questa che se dovesse permanere e accentuarsi potrebbe provocare un rallentamento del cedimento del ghiacciaio. 

Il ministro Costa
La situazione del ghiacciaio del Monte Bianco "la stiamo seguendo insieme alla regione ma l'elemento è simbolico; si tratta di un problema che riguarda i ghiacciai. C'è una situazione preoccupante dei ghiacciai che ci parla di un'emergenza climatica". Lo afferma il ministro dell'Ambiente, Sergio Costa a margine della presentazione del rapporto Anci Conai. Sul Monte Bianco "è una questione di protezione civile se ci riferiamo alla vicenda del rischio di calamità naturale" conclude il ministro.   

Affrontare la sfida ambientale
Il presidente della Camera Roberto Fico commenta con un post su facebook la notizia del ghiacciaio a rischio crollo sul Monte Bianco: "Notizie come questa non possono lasciarci indifferenti. I ghiacciai sono bene comune. I ghiacciai sono il termometro del cambiamento climatico. Il loro scioglimento è drammatico non solo per gli equilibri dell'ecosistema, ma anche per le conseguenze che può comportare per i territori e per la vita e le attività delle nostre comunità. Questo non ha solo un impatto nel futuro ma lo ha anche nel presente". E spiega: "Un esempio: i ghiacciai conservano acqua dolce e la rilasciano alimentando in modo naturale i fiumi. Sciogliendosi, invece, vanno ad alimentarli nell'immediato ma poi cesseranno di farlo. E questo produce conseguenze enormi sull'agricoltura". "Abbiamo il dovere di affrontare la sfida ambientale con coraggio e forza, promuovendo uno sviluppo sostenibile nei nostri comportamenti individuali e nelle politiche che da rappresentanti del popolo portiamo avanti. L'impegno, globale e sinergico deve vederci tutti in prima linea". 

La preoccupazione del presidente Conte
Sulla questione era intervenuto anche il presidente del consiglio dei ministri, Giuseppe Conte, nel corso dell'Assemblea generale dell'Onu dove aveva espresso preoccupazione e necessità di adottare comportamenti diversi: "la notizia del ghiacciaio sul versante italiano del Monte Bianco che rischia di collassare è un allarme che non può lasciarci indifferenti, deve mobilitarci tutti. Per questo continueremo a seguire e incoraggiare la mobilitazione dei cittadini e dei giovani, perché consapevoli dell'impatto sproporzionato che i cambiamenti climatici hanno sulle generazioni presenti e future.

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