ITALIA
Mafia, confiscati beni per 250mila euro al cognato di Messina Denaro
L'uomo già sorvegliato speciale di pubblica sicurezza, attualmente detenuto per associazione a delinquere di tipo mafioso

Le attività investigative hanno disvelato come Gaspare Como mentre stava scontando la misura della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza, dopo aver espiato una lunga detenzione in carcere, avesse avviato una fiorente attività commerciale, assai nota in Castelvetrano, e continuato a fare investimenti in beni mobili e immobili, nonché in aziende, intestando tutto a terze persone, nel tentativo di sottrarsi all’applicazione delle misure di prevenzione patrimoniali. La riconducibilità di tali beni alla sua persona è stata dimostrata attraverso l’esame delle movimentazioni bancarie degli indagati (sui cui conti operava esclusivamente il Como, apponendo anche firme false) e delle intercettazioni telefoniche sulle utenze delle aziende, risultate da lui gestite in modo occulto.Per tali fatti, nel 2018, è stato nuovamente sottoposto a sorveglianza speciale di pubblica sicurezza, su proposta del Direttore della DIA, e tratto in arresto, unitamente a Rosario Allegra (altro cognato di Matteo Messina Denaro, poi deceduto) e numerosi altri presunti affiliati a cosa nostra, perché ritenuto il 'reggente' della famiglia mafiosa di Castelvetrano.