ITALIA
Trapani
Mafia, sequestri per cinque milioni a imprenditori vicini a Messina Denaro
Il provvedimento riguarda appartamenti, terreni, conti bancari, automezzi, un'imbarcazione da diporto e tre aziende

Marco Adamo, imprenditore molto attivo nel settore del movimento terra, con le proprie aziende, è stato impegnato in grandi opere pubbliche e private, che hanno interessato le provincie di Trapani e Agrigento, come ad esempio le condotte idriche per la distribuzione irrigua delle acque invasate nella diga Delia di Castelvetrano, il metanodotto tra Menfi e Mazara del Vallo e l'Acquedotto Montescuro Ovest. Secondo le risultanze giudiziarie degli ultimi decenni, si sarebbe sbarazzato delle imprese concorrenti con metodi mafiosi, potendo contare sull'appoggio del clan capeggiato da Matteo Messina Denaro, con cui è emerso avere avuto rapporti sin dall'infanzia. Anche la mafia agrigentina avrebbe subito la volontà del latitante castelvetranese con l'imposizione dell'impresa di Adamo a discapito anche di imprese di altri affiliati a quella cosca.
Il figlio Enrico avrebbe seguito le orme del padre, divenendo amministratore delle aziende di famiglia quando quest'ultimo temeva di poter essere raggiunto da provvedimenti giudiziari, continuando i rapporti con l'organizzazione mafiosa. Ciò avrebbe consentito l'infiltrazione mafiosa delle imprese di Lorenzo Cimarosa, all'epoca referente imprenditoriale di Cosa nostra, nei lavori per la realizzazione del centro comunale polifunzionale di Castelvetrano, formalmente aggiudicati da una impresa ragusana, poi colpita da provvedimento interdittivo della Prefettura di Trapani.