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MONDO

Una rete dietro al kamikaze

Manchester, la regina visita i feriti. Fuga di notizie, ira di Londra contro gli Usa

La polizia di Manchester ha interrotto con gli Usa la comunicazione delle informazioni sull'attentato di due giorni fa dopo la pubblicazione dei 'leak' sull'inchiesta da parte della stampa statunitense. Trump: "Gravi le rivelazioni alla stampa, i responsabili dovranno essere puniti". La regina Elisabetta in ospedale visita i feriti

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Il Regno Unito ha osservato un minuto di silenzio per ricordare le vittime dell'attentato di Manchester.




Due nuovi arresti 
La polizia di Manchester ha arrestato stamane all'alba due uomini sospettati di appartenere alla cellula jihadista che ha aiutato il kamikaze, Salman Abedi, che lunedì sera si è fatto saltare in aria uccidendo 22 persone e ferendone 59 al termine di un concerto. Lo rende noto la polizia di Manchester su Twitter. Uno dei sospetti è stato fermato durante una perquisizione a Withington, quartiere meridionale della città. Il secondo è stato invece fermato nella zona di Manchester. In totale sono al momento 8 gli uomini sotto custodia, a partire da Ismail Abedi, fratello maggiore del kamikaze. Una donna arrestata ieri sera è stata rilasciata nella notte. Un uomo è stato fermato ieri dopo che la polizia ha effettuato ricerche nella città inglese di Nuneaton, circa 160 chilometri a sud di Manchester. Si tratta del primo arresto in Inghilterra a svolgersi al di fuori di Manchester dal giorno dell'attentato. 

Caccia ai complici di Abedi
È dunque caccia all'uomo per provare a smascherare la rete di complicità attorno al kamikaze Salman Abedi. Le indagini lasciano ormai pochi spazi a dubbi. Questa volta nessuno crede al lupo solitario di turno. Salman, figlio di rifugiati libici anti-Gheddafi sbarcati nel Regno Unito negli anni '90 e nel frattempo tornati in patria, non è stato che una pedina, a quanto pare. L'ordigno che s'era caricato nello zaino con il quale si è fatto poi esplodere era abbastanza sofisticato da escludere che possa aver fatto tutto da solo. Di qui la convinzione che esista almeno una cellula, che questa sia ancora attiva e disponga come minimo di uno specialista.

Un network di terroristi
Le ricerche puntano al presunto 'artificiere' che si sospetta abbia confezionato la bomba. Ma il capo della Greater Manchester Police, Ian Hopkins, che nella città del nord dell'Inghilterra ha coordinato nelle ultime ore un paio di blitz delle teste di cuoio, ha tenuto a precisare che nel mirino c'è un intero "network". Un network che affonda le sue radici in Libia, a quanto è dato capire, nel caos del dopo Gheddafi. È nel Paese nordafricano che è stato arrestato un secondo fratello di Salman Abedi (Hassan), dopo che il primo (Ismail) era stato catturato a Manchester. Fermato pure il padre Ramadam. Hassan è sospettato di aver pianificato un altro attentato in terra libica e, a dar credito a quanto rimbalza da Tripoli, avrebbe confessato di aver "giurato fedeltà all'Isis" con Salman, anche se lo avrebbe poi smentito in un successivo interrogatorio.

Appartamento perquisito ieri forse 'fabbrica' ordigni
La polizia di Manchester ha trovato materiale per realizzare altri ordigni esplosivi nei raid compiuti dopo la strage all'arena. Ne dà notizia l'Independent, secondo cui potevano essere utilizzati in "attacchi imminenti". Sui media del Regno Unito l'ipotesi che circola è che l'appartamento perquisito ieri dagli agenti nel centro della città fungesse da luogo per la costruzione delle bombe. 

Media: Abedi in Germania 4 giorni prima
Salman Abedi era a Dusseldorf quattro giorni prima dell'attacco di Manchester. Lo afferma l'intelligence di Berlino citata da Sky News.

La regina all'ospedale in visita ai feriti
La regina Elisabetta è andata all'ospedale pediatrico di Manchester per visitare alcuni feriti nell'attacco all'Arena. 




Stato di massima allerta
Il governo ha dato il via a un'operazione di sicurezza, preparata dopo l'attacco di Parigi del 13 novembre 2015 in cui un commando di Isis massacrò 130 persone, che prevede lo schieramento di fino a 3.800 soldati nelle strade del Regno Unito. I primi 1.000 sono stati posizionati nelle zone sensibili di Londra.

Polizia non condividerà con Usa info su attacco Manchester
Cresce l'irritazione del governo britannico per le continue fughe di notizie sull'attentato di Manchester da parte dell'intelligence americana, anche dopo il monito del ministro degli Interni britannico Amber Rudd: l'ultima è quella delle foto dei frammenti dell'ordigno sul New York Times. Le autorità britanniche hanno deciso di non condividere più con gli Stati Uniti le informazioni riguardanti le indagini sull'attentato. E' quanto riporta la Bbc.

Trump: "Gravi le rivelazioni alla stampa, responsabili saranno puniti" 
"La presunta fuga di notizie provenienti dalle agenzie del governo è molto preoccupante". Lo ha detto il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, in una nota diffusa dalla Casa Bianca. Le parole del presidente americano fanno riferimento alle notizie sulle indagini legate all'attentato di Manchester che sarebbero state diffuse dagli Stati Uniti, facendo infuriare Londra.Trump ha
ordinato una indagine interna al dipartimento di Giustizia e a tutte le altre agenzie più importanti, sostenendo che i responsabili saranno giudicati davanti alla legge.
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