SPETTACOLO
Almodóvar apre il concorso
Mostra del cinema, al via Venezia 78 nel segno di Benigni
Leone d'oro alla carriera al regista e attore premio Oscar

Un'edizione di grandi aspettative per la selezione con film attesissimi e per l'atmosfera che si respira al Lido tornato affollato di accreditati, 9 mila da tutto il mondo rispetto ai 'coraggiosi' 6 mila dello scorso anno in piena pandemia, che spinge a credere che il cinema da qui può ripartire davvero. ''A Mattarella voglio bene, la vorrei abbracciare rimanga qualche anno in più''. E ancora: ''Leone? Mi meritavo un micino'', scherza l'inarrestabile Benigni spiegando che quando l'ha saputo ha "fatto passi di rumba, nudo però''. Emozionatissimo, ricevendo il Leone alla carriera è accolto da una standing ovation del pubblico. ''Non è emozione è di più - dice - è un sentimento d'amore quello che provo e che vorrei restituire, rendere decuplicato''. Poi la commovente dedica finale: ''Il leone non posso dedicarlo a Nicoletta: è il suo. Io mi prendo la coda, le ali sono le tue, talento, mistero, fascino, femminilità. Emani luce. Amore a prima vista, anzi a eterna vista''.
Apertura ad alto tasso emotivo, insomma, per questo festival. Se siano due settimane di 'bolla' (come se si concentrassero qui i fanatici irriducibili della sala mentre il box office langue), lo si scoprirà successivamente, quando l'arrivo nelle sale dei film che tutti attendono sarà alla prova del botteghino. Fatto è che le speranze da qui sono altissime, una Venezia del riscatto e della riscossa, è stata definita in Sala Grande alla cerimonia di apertura. "E' un momento d'oro per il cinema italiano e qui a Venezia farà la sua parte. Da Venezia c'è una ripartenza vera! E' ora che chi ama il cinema lo dimostri tornando a frequentare le sale", ha detto il ministro della Cultura, Dario Franceschini, entrando in sala.
Intanto, nella prima giornata si è partiti con un film emozionante e toccante: "Madres paralelas" di Pedro Almodóvar con Penélope Cruz in quello che lei stessa definisce "il mio ruolo più difficile". Al settimo film con il regista spagnolo, è una madre imperfetta, volenterosa ma lontana dalle regole in una storia potente che parte dalla casuale conoscenza tra due donne in ospedale in procinto di partorire (una, Penélope, è una fotografa affermata, l'altra è la minorenne Ana, interpretata da Milena Smit, rimbalzata da un genitore all'altro) per affrontare l'universo femminile nelle sue contemporanee contraddizioni.
E non solo: in "Madres paralelas" (al cinema dal 28 ottobre) Almodóvar affronta una forte tematica storica, quella della memoria e dei conti con un passato che il suo paese ancora in parte non ha fatto, quelle migliaia di desaparecidos della Guerra civile (il più famoso dei quali è il poeta Federico García Lorca ucciso dai franchisti, gettato in una fossa comune e i cui resti non sono mai stati riesumati).
"Dopo 85 anni - dichiara il cineasta - siamo arrivati alla generazione dei nipoti e pronipoti che ancora non sanno dove sono i corpi dei loro antenati". Penélope Cruz - che è in lizza per la Coppa Volpi anche con un altro film in concorso, "Official Competition" con Antonio Banderas e Oscar Martínez per la regia di Mariano Cohn e Gastón Duprat - nel film di Almodóvar offre una interpretazione alla Anna Magnani. "Ogni volta è un regalo, la partenza per un viaggio intenso e avvincente. Quando mi propone una parte penso: 'Quest'uomo ha scritto un'altra meraviglia'. Inutile dire che la sua è la telefonata più attesa", dice.