ITALIA
La tragedia della funivia
Mottarone: indagine della procura per incidenti su Alpyland, pista gestita da Nerini
Tadini: "Mai ceppi con gente a bordo". L'avvocato: "Mi hanno detto no a ispezione ma andremo lo stesso"

La procura di Verbania si è servita della circostanza per chiedere la custodia cautelare per Nerini, il quale, secondo i pm, aveva manifestato "insofferenza ad uno scrupoloso rispetto delle misure di sicurezza volte a tutelare l'incolumità degli utenti di tale genere di impianti".Il gip ha respinto la proposta.
Tadini: "Mai ceppi con gente a bordo"
Prima di quest'anno sulle cabine della funivia del Mottarone "i 'forchettoni' sono stati adoperati per il giro a vuoto o per la manutenzione, ma mai con gente a bordo". E' quanto dice l'avvocato Marcello Perillo riportando un commento del suo assistito, il caposervizio Gabriele Tadini, in merito alle immagini diffuse dall'emittente tedesca Zdf. "Se in cabina si vedono delle persone - ha aggiunto il legale - secondo Tadini si tratta di addetti alla funivia o manutentori".
L'avvocato: "Mi hanno detto no a ispezione ma andremo lo stesso"
"La procura ci ha vietato la ricognizione. Noi andremo lo stesso e vedremo cosa potremo fare.Ma sono molto risentito" ha detto l'avvocato Marcello Perillo, difensore di Tadini nell'inchiesta sull'incidente alla funivia del Mottarone. Il legale era accompagnato da due consulenti.
Su Nerini anche vecchie inchieste per lesioni
Sono due vecchie inchieste, rispettivamente del 2017 e del 2019 quelle in cui Luigi Nerini, gestore della funivia del Mottarone, risulta coinvolto con l'ipotesi di reato di lesioni colpose, e relative all'impianto di Alpyland, una pista su rotaia lunga 1.200 metri, situata in vetta al Mottarone, la cui gestione fa capo ad una società di Verbania riconducibile allo stesso Nerini. Simile alle montagne russe, il percorso di Alpyland si sviluppa con curve, dossi, cambi di pendenza e un dislivello di 100 metri.
Gli slittini biposto sono dotati di un sistema di frenata manuale con cui il passeggero può regolare la velocità a suo piacimento e di un sistema di frenata selettiva che rallenta tutti i bob al termine della discesa. Le due inchieste riguardano il ferimento di un dipendente e di un passeggero. Non c'è ovviamente nessun collegamento con il tragico incidente del 23 maggio alla funivia, se non il fatto che gli episodi sono citati nella richiesta di convalida del fermo da parte del Pm, richiesta poi non accolta dal Gip.