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MONDO

La querelle

Guerra sulle etichette, Israele sospende gli incontri con l'Ue

D'ora in poi sui prodotti esportati dai Territori, realizzati dalle colonie israeliane, in Ue verrà indicata la provenienza da "insediamenti". Dura reazione del premier israeliano: "Una decisione ipocrita". 

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L'Unione Europea dovrebbe "vergognarsi" per aver deciso a favore dell'etichettatura dei prodotti provenienti dalle colonie ebraiche in Cisgiordania. Questo, l'attacco del premier israeliano, Benjamin Netanyahu, al termine di una visita a Washington. "Una decisione ipocrita e che rivela un doppio atteggiamento: si applica - ha spiegato Netanyahu - solo ad Israele e non ad 200 conflitti nel mondo".

"Non siamo disposti ad accettare il fatto che l'Europa contrassegni il lato attaccato da atti terroristici'' ha aggiunto Netanyahu poi in un comunicato. ''L'economia israeliana è forte e resisterà. Ad essere colpiti saranno proprio i palestinesi che lavorano negli stabilimenti israeliani''.

La decisione europea
La Commissione Ue ha dunque approvato la cosiddetta “nota interpretativa” alle linee guida pubblicate ad aprile 2013 per l'etichettatura delle merci prodotte nei territori palestinesi occupati da Israele. La nota era stata sollecitata ad aprile 2015 da 16 governi Ue, compresa l'Italia. D'ora in poi sui prodotti provenienti dalle colonie verrà indicata la provenienza da "insediamenti".

Israele sospende partecipazione a incontri con Ue
Israele sospende le riunioni con l'Unione europea. Lo afferma una nota del ministero degli Esteri israeliano, diramata a causa della presa di posizione di Bruxelles. "A causa delle ultime decisioni europee -si legge nella nota- viene sospeso il dialogo diplomatico in diversi forum programmati per le prossime settimane".
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