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SCIENZA

Astronomi in attesa

Philae, ci sei? Domani nuova finestra per contattare il lander della sonda Rosetta

L'Esa cercherà di rimettersi in contatto con il robot che non dà più segnali da novembre, dopo l'atterraggio in un luogo in ombra sulla superficie della cometa 67P 

Illustrazione del lander Philae sul nucleo della cometa (Ansa)
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Si è addormentato il 15 novembre e, da allora, non ci ha più mandato alcun segnale. Il lander Philae è solo da quasi cinque mesi sulla superficie della cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko e non risponde alle chiamate della sonda Rosetta, che continua a orbitare sopra la sua testa. Domani l’Agenzia Spaziale Europea farà un nuovo tentativo per riallacciare le comunicazioni.

Atterraggio all'ombra 
Philae è stato sganciato da Rosetta e, dopo un atterraggio complicato, si è fermato in un luogo in ombra. I suoi pannelli solari quindi non sono stati in grado di ricaricare le batterie, che si sono esaurite dopo alcune ore. Gli scienziati sperano che, con il passare del tempo, il cambiamento della posizione della cometa nei confronti del Sole lo riporti alla luce, risvegliandolo.

Il prossimo tentativo 
Rosetta sta continuando a studiare la cometa e periodicamente si verificano delle finestre in cui potrebbe entrare in contatto con il lander. La prossima sarà domani. Per riattivarsi e poter ricevere i segnali provenienti dalla sonda, Philae ha bisogno di una potenza di 5,5 watt e di una temperatura operativa di almeno -45 gradi centigradi. Con un po’ più di energia, intorno a 19 watt, potrebbe anche essere in grado di rispondere.

Primo obiettivo: usare bene l'energia e riscaldarsi 
“Come abbiamo già fatto il mese scorso, invieremo dei comandi per aiutare il lander a fare un uso ottimale della sua energia per riscaldarsi e comunicare”, spiega il lander manager Stephan Ulamec. In questo modo, se Philae è già sveglio, potrebbe ricevere i comandi ed effettuare delle operazioni senza avere abbastanza energia per farci sapere di averli eseguiti.

Esperti in attesa 
Nella migliore delle ipotesi, il lander invierà innanzitutto dei dati sulle sue condizioni, la sua temperatura e la quantità di energia che riceve dai suoi pannelli solari. Teoricamente potrebbe anche riprendere le osservazioni scientifiche programmate sulla superficie del nucleo. Se dovesse andar male, si proverà ancora nei prossimi mesi. Secondo gli esperti a maggio o a giugno, quando la cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko sarà più vicina al Sole, le possibilità di riuscita saranno più alte. 
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