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MONDO

La lettera: aiuterai anche tutte noi

Regeni: madre scomparso egiziano a mamma Giulio:ti invidio.Finito vertice con inquirenti egiziani

Fino a domani gli incontri tra la delegazione egiziana e i magistrati di Roma sull'omicidio

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La delegazione egiziana composta da magistrati e inquirenti che si stanno occupando della morte di Giulio Regeni a Il Cairo ha lasciato il Centro conferenze internazionali presso la Scuola superiore di polzia di via del Vignola a Roma, dove da stamattina è in corso di svolgimento la riunione con gli investigatori e i magistrati italiani sul caso.

In questo momento, da quanto si apprende, nel complesso sono ancora riuniti il procuratore capo di Roma Giuseppe Pignato, il sostituto procuratore che si occupa dell'indagine Sergio Colaiocco e i vertici del Ros e dello Sco. Il pool italiano sta facendo il punto sulle informazioni fornite al momento dall'Egitto.

Della delegazione egiziana fanno parte il generale Adel Gaffar e il brigadiere generale Alaa Abdel Megid, dei servizi centrali della polizia egiziana, il vicedirettore della polizia criminale del governatorato di Giza, maggiore Mostafa Meabed, e poi due magistrati della Procura del Cairo, Mostafa Soliman e Mohamed Hamdy El Sayed.




La lettera
"Ti invidio per questo coraggio nel presentare le tue richieste determinate, ti invidio l'interesse del tuo governo per la causa di tuo figlio e, scusami, ti invidio per averlo potuto rivedere, anche se in modo tragico": così scrive alla madre di Giulio Regeni una donna egiziana mamma di un ragazzo scomparso in Egitto nel 2013, in una lettera pubblicata dal Corriere della Sera.

"Cara Paola Regeni, sono passati mille giorni dal rapimento di mio figlio Amr Ibrahim Metwalli - si legge nel testo sul Corriere -, che è stato nascosto nelle carceri del potere egiziano. Io e mille altre madri egiziane vorremmo rivedere i nostri figli, vedere che i media dell'Egitto parlassero delle nostre tragedie, invece di accusarci di raccontare bugie; vorremmo che un procuratore ci desse un po' d'ascolto".

"Signora Regeni - conclude la lettera -, io e altre centinaia di mamme egiziane ti diciamo che la causa di tuo figlio è la nostra e che la causa dei nostri figli è nelle tue mani. La scoperta della verità su Giulio riporterà a noi i nostri figli e i nostri diritti. E ti diciamo anche che i nostri cuori si calmeranno soltanto quando tu e la tua famiglia otterrete giustizia". 
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