Original qstring:  | /dl/rainews/articoli/Siri-Conte-Governo-decidera-non-mi-lascio-tirare-per-la-giacca-912b3b3e-63e9-4a33-a4e1-59ac561f4d81.html | rainews/live/ | true
POLITICA

"Disponibile a conferenza stampa quando ci sarà decisione"

Siri, Conte: "Governo deciderà, non mi lascio tirare per la giacca"

"Siamo nel pieno di un percorso", dice il premier a Tunisi. Ieri, secondo fonti della maggioranza, l'incontro con il sottosegretario leghista indagato per corruzione 

Condividi
"Quotidianamente mi chiedete su Siri: io ho annunciato con trasparenza i principi del mio percorso. Vi chiedo di pazientare il termine del percorso. Si assumerà una decisione e verrà comunicata a tutti. Sono disponibile a una conferenza stampa quando la decisione verrà adottata. Siamo nel pieno di un percorso. La mia giacca non si lascia tirare più di tanto", ha detto il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, a Tunisi nel corso della conferenza stampa congiunta con il premier tunisino Youssef Chahed.

Queste parole arrivano dopo l'incontro di ieri sera tra il premier e il sottosegretario ai Trasporti Armando Siri, di cui hanno riferito fonti della maggioranza che non aggiungono altro in merito al contenuto e all'esito dell'incontro.

Il faccia a faccia era atteso da giorni, dopo le polemiche sollevate dall’inchiesta che vede indagato Siri per corruzione. "Deciderò in autonomia, consapevole che non sono un giudice", aveva dichiarato il presidente del Consiglio.

Conte, Di Maio e Salvini a pranzo a Tunisi
Intanto a Tunisi il premier e i due vice hanno pranzato insieme in un ristorante a due passi dal palazzo del governo al termine della conferenza stampa congiunta tra il premier italiano e quello tunisino. Dopo il pranzo il presidente del Consiglio e il ministro per lo Sviluppo economico Di Maio si sono recati al Forum economico italo-tunisino, mentre il ministro dell'Interno ha reso omaggio alle vittime dell'attacco terroristico al Museo del Bardo.

Bonafede: la politica valuti la gravità quando c'è un'indagine
"Quando c'è un'inchiesta è giusto che una forza politica si interroghi, e valuti per esempio la gravità dell'indagine portata avanti per fare le proprie scelte". Lo ha affermato Alfonso Bonafede, ministro della Giustizia, rispondendo alle domande dei giornalisti sulla vicenda Siri.   "Sono garantista nel senso che una persona deve poter provare la propria innocenza - ha spiegato Bonafede -: però l'indagine di cui parliamo è un'indagine grave, perché parliamo di corruzione, di collegamenti con la mafia. Le persone coinvolte sono presunte innocenti, non ci sono dubbi, però il ruolo di sottosegretario è un ruolo molto importante. Lo ripeto, non entro nel caso singolo, non entro nelle carte dell'inchiesta, però voglio chiarire che non si parla di una questione di giustizia, di essere innocente o di essere colpevole: si parla di una questione morale".

Tria: avviso di garanzia non basta per dimissioni
"Ho una regola di principio: un avviso di garanzia non basta per provocare le dimissioni". Questa l'opinione del ministro dell'Economia, Giovanni Tria, in una intervista sul Fatto quotidiano in merito alla posizione del sottosegretario.
Condividi