MONDO
"Ultimatum degli autoparlanti"
Tensione Coree: il Nord schiera le truppe al confine, sta per scadere l'ultimatum di Kim Jong-un
L'ultimatum di Pyongyang a Seul: cessare la propaganda di guerra al confine. Ieri il leader nordocoreano ha schierato "in stato di guerra" truppe e cannoni. La Corea del Sud respinge ultimatum e avverte: "Risponderemo con forza ad ogni provocazione"

Ieri il leader nordcoreano Kim Jong-un ha schierato "in stato di guerra" le sue truppe alla frontiera con Seul.
Guerra continua
L'ennesimo episodio di guerra tra le due Coree, formalmente ancora Paesi belliggeranti visto che Pyongyang e Seul, alla fine del conflitto (1950-1953), hanno solo firmato un armistizio e mai un accordo di pace alla fine del conflitto, è "esploso" giovedì quando l'artiglieria nordcoreana ha esploso 4 colpi contro il Sud che ha a sua volta risposto con 29 cannonate.
Episodi passati
Già nel 2013 Kim aveva dichiarato "uno stato di guerra" con Seul anche se poi non è mai passato alle vie di fatto. Tre anni prima, nel 2010 quando alla guida del Paese c'era il padre dell'attuale dittatore, Kim Jong-il, a sua volta figlio del "fondatore della Patria", Kim Il-sung, i due episodi peggiori. Il 26 marzo un sottomarino di Pyongyang affondò una nave da guerra sudcoreana, la corvetta Cheonan, causando la morte di 46 dei 104 marinai a bordo. Otto mesi dopo, il 23 novembre, l'artiglieria di Pyongyang martellò l'isola sudcoreana di Yeonpyeong uccidendo due civili e due soldati. In quest'ultimo caso Seul rispose al fuoco ma si riuscì a non far partire un nuovo conflitto su larga scala, grazie alle pressioni della Cina, potenza di riferimento per Pyongyang, come gli Stati Uniti lo sono per il Sud.
La reazione della Corea del Sud
La Corea del Sud ha respinto "l'ultimatum degli altoparlanti" annunciando che proseguirà la sua campagna di propaganda e avvertendo che risponderà "con forza a qualsiasi provocazione" della Corea del Nord. Le forze armate hanno evidenziato che i colpi di artiglieria nordcoreani sono una "provocazione grave e illegale che ha violato l'accordo di armistizio" che ha posto fine alla guerra di Corea nel 1953, secondo il messaggio inviato al maggiore generale dell'esercito della Corea del Nord. La Corea del Sud ha inoltre esortato Pyongyang a "rinunciare a queste azioni sconsiderate".