ITALIA
Accolto l'appello della Procura
Terrorismo, ricercatrice libica fermata a Palermo: il tribunale dispone il carcere
Kadga Shabi è accusata di aver intrattenuto rapporti con organizzazioni integraliste, fatto loro propaganda, ricevuto materiale fotografico e video relativo anche a fosse comuni con cadaveri. La donna avrebbe anche tentato di far arrivare in Italia un familiare, poi morto durante gli scontri nella guerra civile libica

Nel suo provvedimento il giudice delle indagini preliminari aveva ritenuto insussistente, a carico della donna, il pericolo di fuga: constatazione che l'aveva indotto a non convalidare il fermo della Procura. Inoltre, per il giudice, le esigenze cautelari sarebbero state soddisfatte con l'obbligo di dimora. Valutazioni non condivise dal pm titolare dell'indagine, Geri Ferrara, che, tra l'altro, aveva sottolineato nell'appello ai giudici del riesame come fosse illogico che alla ricercatrice non fosse stato impedita la comunicazione con l'esterno, visto che il reato che le si contestava, cioe' la propaganda a organizzazioni integraliste islamiche, veniva effettuato proprio attraverso l'uso dei social.
La Shabi e' accusata di aver intrattenuto rapporti con organizzazioni integraliste, fatto loro propaganda, ricevuto materiale fotografico e video relativo anche a fosse comuni con cadaveri. La donna avrebbe anche tentato di far arrivare in Italia un familiare, poi morto durante gli scontri nella guerra civile libica.