SCIENZA
Studio americano
"Fonti misteriose" in estremo oriente: torna a crescere il gas proibito che causa il buco dell’ozono
Secondo gli scienziati il CFC-11, vietato fin dal 1987, sarebbe aumentato negli ultimi 5 anni a causa di fonti “misteriose” che si troverebbero in Asia

Nel 2011, i report scientifici internazionali mostravano che la concentrazione media di questo gas si avvicinava allo zero, ma da allora improvvisamente la sua decrescita si è dimezzata, calando del 50% solo negli ultimi 5 anni. Stephen Montzka, della US National Oceanic and Atmospheric Administration (Noaa), ha detto che la “disturbante” conclusione è che queste emissioni non siano relazionate a vecchie produzioni ma che ci sia invece una “sconosciuta nuova produzione”. Tutto lascia credere che il "nuovo" CFC-11 arrivi dall’Asia, anche se le misure vengono effettuate da molto lontano rispetto a quella regione, mentre da chi le dovrebbe effettuare sul territorio al momento non sembrano arrivare dati che confermino l’ipotesi.
Montzka aggiunge che ogni produzione di gas che contribuisca al buco nell’ozono, controllata dal Protocollo di Montreal, deve essere comunicata all’apposito segretariato e “al momento, la produzione globale è essenzialmente pari a zero. Non abbiamo notizie di nuove produzioni nemmeno di sottoprodotti”. Il CFC-11 può persistere in atmosfera per 50 anni, e se le sue nuove emissioni dovessero continuare, conclude lo studioso, il “recupero” del buco nell’ozono potrebbe “essere ritardato di un decennio”.
La nuova mappa elaborata dalla NASA che mostra la distribuzione dell'acqua sulla Terra
In a first-of-its-kind study, scientists have combined an array of GRACE satellite @NASAEarth observations with human activity data to map locations where freshwater is changing around the globe and determine why these terrestrial water shifts happen: https://t.co/C8RptT3LX4 pic.twitter.com/FIEKzwjlWP
— NASA (@NASA) 17 maggio 2018