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MONDO

Sfida sugli accordi con i creditori

La Grecia al voto. Tsipras: "Il futuro dell'Europa non è più nell'austerità"

Il leader del partito di sinistra Syriza (in vantaggio secondo i sondaggi) dichiara di voler rinegoziare "i trattati firmati dai predecessori". Il premier uscente Samaras risponde: "Tsipras è al servizio della lobby della dracma".

Alexis Tsipras al voto
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Grecia "Questa è una giornata storica" ha detto Alexis Tsipras leader del partito greco Syriza dopo aver votato nel seggio del quartiere ateniese di Kipseli, dove abita. Il giovane politico, in vantaggio secondo i sondaggi, ha lanciato una sfida all'Europa. Non la rinnega, ma la vuole riformare: "Il futuro non è più nell'austerità, ma nella democrazia, nella solidarietà e nella cooperazione", ha detto dopo aver votato. 

"Oggi - ha aggiunto Tsipras - i greci devono decidere se domani la troika deve ritornare in Grecia per proseguire ciò che ha fatto con il governo Samaras, ovvero tagliare ancora stipendi e pensioni. Il popolo - ha concluso il leader di Syriza - deve votare per difendere la propria dignità e per un governo che proseguirà dure trattative con i creditori internazionali". E in un tweet pubblicato poco dopo essersi recato alle urne, il giovane leader di Syriza ha scritto: "Oggi completiamo il passo per il ritorno della speranza". 10 milioni di persone alle urne
Con il partito di Tsipras in vantaggio nei sondaggi, l'Europa non può che aspettare con il fiato sospeso l'esito del voto ellenico: 10 milioni di persone stanno andando alle urne per esprimere un voto fosre destinato sia a cambiare la Grecia sia ad avere riflessi su tutta l'Unione Europea.

Intanto, il partito Nea Dimokratia denuncia 'la vergogna' di anticipazioni di risultati elettorali che circolano già su blog in Internet. E chiede alla magistratura di 'intervenire immediatamente' per bloccare la diffusione, 'esplicitamente vietata dalla legge'. "E' un tentativo di influenza la volontà degli elettori", dice un comunicato del partito. L'agenzia Ria Novosti ha diffuso un ext poll che attribuisce a Syriza tra il 33,5% e il 35,5% e Nea Dimokratia tra il 25,5% e il 27,6%. I risultati sono stati diffusi mentre si vota ancora e rilanciati dai social network. Secondo un altro sondaggio rilanciato su Internet, Syriza otterrebbe il 37%, contro il 25% dei rivali. Si tratta di risultati non ufficiali, poiché in base alla legge greca non è consentito diffondere i risultati degli exit poll a urne ancora aperte. La chiusura dei seggi è prevista per le 18 ora italiana.

La sfida sugli accordi
Se dovesse vincere Tsipras, infatti, ci sarebbe una rottura rispetto alle misure adottate dal governo di Samaras. "Non rispetteremo gli accordi firmati dai predecessori", ha avvertito il leader di Syriza che ha intenzione di rinegoziare i termini. Il suo avversario e premier uscente conservatore di Nuova democrazia, Antonis Samaras, ha risposto con un attacco frontale: "Tsipras è al servizio della lobby della dracma", ha detto alla chiusura della campagna elettorale. E il ministro delle finanze tedesco Schaeuble ha rilanciato: "Se la Grecia rifiuta il programma non farà parte del Quantitative Easing".

I timori dell'Europa
Lo stop ai sacrifici promessi da Tsipras genera preoccupazione tra i fautori europei del rigore, favorevoli a una continuazione dell'attuale fase politica. Una vittoria della sinistra, dicono, potrebbe mandare la Grecia al fallimento e farla uscire dall'Eurozona. Un'ipotesi però smentita seccamente dallo stesso Tsipras, che pensa che si possa arrivare a un accordo anche senza l'odiato Memorandum, dopo l'apertura mostrata dalla Bce per un acquisto 'condizionato' dei titoli greci. E soprattutto giudicata improbabile da molti altri leader d'Europa. A preoccupare il continente, però, c'è anche la continua crescita del partito dell'estrema destra di Alba Dorata che, secondo gli ultimi sondaggi, sarebbe il terzo partito in Grecia.

Gli ultimi sondaggi 
Gli ultimi sondaggi, pubblicati venerdì prima del silenzio elettorale, sono chiari: quello della società Mrb per Star TV vede Syriza al 31,2%, Nea Demokratia di Samaras al 26%, Potami (centrosinistra) al 6,5%, Alba Dorata (estrema destra) al 5,5%, Kke (comunisti) al 4,5%, Pasok al 4%, Greci Indipendenti (centrodestra) al 3,2%, Kinima (centrosinistra) al 2,9% (la soglia per entrare in Parlamento è il 3%). L'altra società di sondaggi, Gpo, segnala Syriza al 33,4%, ND 26,7%, Alba Dorata 5,1%, Pasok 5%, Potami 5%, Greci Indipendenti 3,5%.

Alleanze in vista
In tutti i sondaggi tuttavia Syriza non sembra poter conquistare abbastanza seggi (151 su 300) per poter governare da sola (nonostante il bonus che dà 50 seggi al partito di maggioranza relativa): la percentuale-soglia è però difficile da prevedere perché varia a seconda del numero di partiti minori che entrano in Parlamento. Alleanze sembrano dunque al momento inevitabili: ma due dei potenziali 'papabili' (il terzo è Potami, 'il fiume') sembrano in difficoltà; Kinima, dell'ex premier Giorgos Papandreou, sembra avere poche chance di entrare e il Pasok, partito dell'attuale vicepremier Evangelos Venizelos, formazione un tempo egemone in Grecia, lotta attorno al 4%.
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