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SCIENZA

Astronomia

Occhi puntati sugli asteroidi, l'esperto a RaiNews.it: "Eventi pericolosi sono rari ma possibili"

Jader Monari, responsabile del radiotelescopio di Medicina: "In corso diversi programmi internazionali di monitoraggio. Non bisogna allarmarsi, ma la storia dimostra che oggetti pericolosi possono arrivare anche sulla Terra. Fortunatamente il nostro pianeta ha degli angeli custodi, a partire dal Sole"

Il meteorite di Chelyabinsk (Lapresse)
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di Andrea BettiniMedicina (Bologna) “Ogni giorno sulla Terra cadono tonnellate di materiali provenienti dal cosmo, per fortuna gli impatti pericolosi sono molto rari”. Jader Monari, responsabile del radiotelescopio Inaf di Medicina, in provincia di Bologna, sottolinea che la caduta di asteroidi è la norma e non l’eccezione. Un fenomeno che non deve allarmare, ma che va monitorato con attenzione perché la storia dimostra che eventi di grande portata sono possibili.
 
Dottor Monari, come si tengono sotto controllo gli asteroidi?
A livello internazionale esistono diversi progetti di monitoraggio. Anche l’Agenzia Spaziale Europea ultimemamente si è dimostrata molto interessata al tema e con il progetto europeo Space Situational Awareness sta cercando la collaborazione degli osservatori europei per rilevare asteroidi potenzialmente pericolosi che orbitano vicino alla Terra. In parte si tratta di centri che operano nell’ambito della luce visibile, in parte di osservatori di tipo radio, come il nostro di Medicina. Abbiamo un elenco di questi oggetti, ma non è completo e se ne scoprono sempre di nuovi.
 
Quanti ne conosciamo complessivamente?
L’attenzione su questo argomento è cresciuta soprattutto dopo il 1994, quando la cometa Shoemaker-Levy 9 è precipitata su Giove. È stato un campanello d’allarme che ha risvegliato attenzione dei ricercatori, ricordando che oggetti pericolosi possono arrivare anche sulla Terra. Del resto non sarebbe la prima volta: in passato hanno causato anche estinzioni di massa. Oggi si conoscono 12-13 mila asteroidi e circa 500 comete.
 
Manca molto per completare il catalogo?
È una percentuale considerevole, ma gli oggetti esistenti sono molto di più. Fra i 13mila di cui parlavo ne sono stati selezionati circa 500, che sono i più rischiosi. C’è lista sul sito dell’Esa: un asteroide ad esempio potrebbe cadere sulla Terra nel 2022. La probabilità di impatto è però di circa 1 su 2900, quindi molto bassa.
 
Per i prossimi anni si può dunque stare relativamente tranquilli?

Non bisogna creare allarmismo. In questo momento vengono monitorati molti oggetti pericolosi. Per quanto riguarda le statistiche, basandosi su osservazioni scientifiche, eventi catastrofici capaci di generare estizioni di massa come nel Cretaceo avvengono una volta ogni diverse decine di milioni di anni. Episodi come quello di Tunguska del 1908 accadono in media ogni 500 anni. Casi come quello di Chelyabinsk nel 2013, dove l’esplosione ha avuto la potenza della bomba di Hiroshima, possono capitare una volta l’anno. Per quanto riguarda i piccoli oggetti, possono cadere anche quotidianamente.

Episodi capaci di fare danni in aree di piccole dimensioni sono quindi possibili?
Assolutamente. In ogni caso noi siamo fortunati a vivere sulla Terra, perché ha degli angeli custodi naturali. Il primo è il Sole, la nostra stella, che attira la maggior parte degli asteroidi per gravità. Il più grande dei pianeti, Giove, fa lo stesso. L’altro angelo custode è la nostra Luna: come dimostrano i tanti crateri da impatto sulla sua superficie, in qualche modo ci protegge dagli impatti di corpi minori.
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