POLITICA
Verso le elezioni
Bonino: "Irresponsabile chiedere l'abrogazione della legge Fornero". E dice: "Noi diversi da M5s"
La leader di +Europa spiega perchè non sono comparabili la storia radicale e il Movimento 5 stelle. E avverte: "Occhio al vero pericolo"

Non siamo come il M5s
La "differenza vera" tra +Europa e la storia radicale e il M5S "è che non abbiamo mai cavalcato la rabbia o il disprezzo dell'avversario, ma abbiamo sempre cercato con le nostre marce il sorriso. Durezza nell'accusa ma anche capacità di sorriso", dice Bonino, sottolineando che "la differenza fondamentale con i Cinque stelle è l'attenzione istituzionale. Abbiamo sempre rispettato le Istituzioni. Noi non siamo mai stati antiparlamentaristi ma piuttosto doveristi e legalitari. Veniamo da una cultura molto diversa. Non facciamo proteste ma lanciamo proposte". Per Bonino, il problema è che "siamo ad una partitocrazia senza partiti. Molti partiti sono rimasti immobili. Alla capacità radicale e a Marco Pannella attribuisco il merito di aver cercato l'innovazione politica nell'impegno politico. E' difficile pensare ad una democrazia senza partiti".
Il pericolo vero
"Il discrimine per noi è tra un governo europeista, più o meno timido, e un governo sovranista che ci vedrebbe all'opposizione. La Legge elettorale non prevedeva programmi comuni, per questo abbiamo fatto la scelta di apparentamento con Pd, perchè per noi la vera sfida e il vero pericolo è il blocco sovranista che va da Di Maio all'altra parte. Di qui c'è un blocco europeista, magari più timido di come siamo noi". E' l'analisi della leader di +Europa, che sull'ipotesi di larghe intese dopo il voto, aggiunge: "Io ho detto che al di là della fantapolitica delle coalizioni più improbabili ci sono solo due governi possibili: uno sovranista chiuso e europeo rispetto al quale saremo alla opposizione, ed uno aperturista e filoeuropeo: un governo del genere noi vorremmo aiutarlo ad esserlo di più". Bonino, infine, 'tira le orecchie' alla stampa: "Mi irrita che vi sbizzariate così tutti sul 5 marzo come se andare a votare non servisse. E' importante quello che i cittadini andranno a votare, e dire che è già tutto inciuciuato è un disincentivo a andare a votare".