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ITALIA

Albamonte: "Rischio rappresaglia politica contro i magistrati"

Caos Procure, legali Palamara: "Inutilizzabili le intercettazioni 'trojan' con Ferri e Lotti"

La difesa dell'ex pm di Roma, Luca Palamara va all'attacco delle intercettazioni "non autorizzate" agli onorevoli Ferri e Lotti. In tutto circa una ventina di audio. Sulla vicenda si registra l'intervento dell'ex capo di Anm, Eugenio Albamonte, che avverte sui rischi di trattare la magistratura come criminalità organizzata

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"Le intercettazioni registrate tra Palamara e gli onorevoli Ferri e Lotti nella serata dell'8 maggio all'hotel Champagne non possono essere considerate causali perché Ferri era da mesi nel perimetro delle indagini che avevano ad oggetto anche gli accordi tra Unicost e Magistratura Indipendente per la nomina del procuratore di Roma. Questo imponeva di richiedere una preventiva autorizzazione della Camera dei Deputati, unico organo allo stato istituzionalmente preposto a decidere come previsto dall'articolo 68 della Costituzione". Lo affermano in una nota gli avvocati Roberto Rampioni e Mariano e Benedetto Buratti, legali dell'ex pm di Roma, Luca Palamara.

Una ventina di audio a rischio
Sono una ventina le intercettazioni realizzate con il captatore informatico "trojan", delle quali la procura di Perugia ha chiesto la trascrizione nell'ambito dell'inchiesta che coinvolge l'ex pm Romano Luca Palamara. Su un totale di circa 200 audio. A decidere sarà il gip di Perugia davanti al quale oggi è stata fissata una specifica udienza. Il gip dovrà decidere quali saranno gli audio da far trascrivere e che confluiranno in un eventuale fascicolo processuale. Gli altri rimarranno invece solo agli atti del pubblico ministero. Lo stesso giudice potrebbe disporre la distruzione di intercettazioni per le quali dovesse ravvisare specifiche violazioni di legge.

Albamonte: "Magistratura trattata come criminalità organizzata"
Intervistato dal Dubbio, sulla vicenda Anm interviene Eugenio Albamonte che proprio dell'Associazione nazionale magistrati è stato a lungo il capo. "Si pensa di trattare la magistratura come la criminalità organizzata o altre vicende oscure del nostro Paese. E' così perché la magistratura soffre per una lesione della propria credibilità. Ma il punto è che se c'è una istituzione indebolita, le altre dovrebbero lavorare per favorirne il recupero di credibilità, preservarne l'autorevolezza. Il vero dramma del nostro Paese è che invece in questi casi ciascuna classe dirigente approfitta della caduta delle altre per regolare appunto vecchi conti. Nel nostro caso c'è pure la pretesa di avviare analisi del sangue su ciascun giudice o pm per verificare se si trovino tracce di una sua eventuale faziosità politica", conclude.

"Rischio rappresaglia politica"
"C'è un rischio serio, molto serio che la politica infierisca strumentalmente anziché preservare l'autorevolezza e l'immagine di noi magistrati. Alcuni pensano sia l'occasione giusta per operare una sorta di resa dei conti. Dal caso dell'hotel Champagne si rischia insomma di arrivare a una rappresaglia. Il timore - spiega Albamonte - è che le vicende dell'hotel Champagne e le altre chat che coinvolgono consiglieri superiori vengano strumentalizzate per regolare una serie di questioni. Non mi riferisco solo alle riforme del Csm o dell'ordinamento giudiziario ma anche a idee come quella di istituire commissioni d'inchiesta sui presunti complotti giudiziari orditi contro la politica". 
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