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MONDO

La crisi ucraina a una svolta

Referendum in Crimea, seggi chiusi. Verso una vittoria schiacciante del sì

Il primo exit poll parla di percentuali superiori al 90%. Dura posizione di Ue e Usa: "Consultazione illegale e illegittima". Putin: "Rispetteremo le scelte dei cittadini"

Si vota in Crimea
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Il "sì" all'annessione della Crimea alla Russia ha vinto con il 93%, secondo un exit poll: lo ha riferito la tv statale russa Rossia 24. Il 7%, secondo lo stesso exit poll, ha votato per il secondo quesito, che proponeva il ritorno alla costituzione della repubblica di Crimea del 1992 e lo status della Crimea come parte dell'Ucraina.

Ue e Usa dicono no al referendum 
"Il referendum" in Crimea "è illegale e illegittimo e il suo risultato non verrà riconosciuto". Così il presidente della Ue Herman Van Rompuy e il presidente della Commissione Ue José Barroso in una dichiarazione congiunta. Anche ìl segretario di Stato John Kerry ha chiamato il ministro degli Esteri russo Serghiei Lavrov per ribadirgli la posizione degli Usa secondo cui il referendum sulla Crimea è illegale. Gli Stati Uniti, ha aggiunto, non ne
riconosceranno il risultato.
Soldati e mezzi blindati ucraini si starebbero intanto muovendo verso i confini con la Russia. Lo sostiene l'agenzia di stampa ufficiale russa Itar-Tass citando la tv ucraina "24" che ha mostrato immagini di carri armati ucraini trasportati su un treno.

Affluenza oltre il 60%
L'affluenza in Crimea per il referendum sull'adesione alla Russia si attesta al 64 per cento, sfiorando la soglia del milione di elettori. A Kerch, la città dove ha sede l'antico insediamento italiano, con oltre il 60 per cento. Il dato più basso a Bahcisarai: nel villaggio a maggioranza tatara l'affluenza è del 30 per cento. Lo ha annunciato il comitato elettorale a Simferopoli.
Nel referendum "parallelo" di Sebastopoli l'affluenza è invece stata di oltre il 50 per cento. Intanto, i soldati russi presenti in Crimea in questo momento sono 22mila, quasi il doppio del limite di 12.500 consentito dagli accordi per la flotta sul Mar Nero. A sostenerlo è il ministro della Difesa ucraino ad interim Igor Teniukh citato dall'agenzia Interfax.

Telefonata Putin-Merkel, segnali di disgelo
"Tregua" in Crimea fra Kiev e Mosca sino al 21 marzo, giorno del primo esame della Duma russa della legge per l'annessione di terre straniere e della firma della parte politica dell'accordo di associazione Kiev-Ue. Fino ad allora non saranno bloccate le unità militari ucraine in Crimea. Nel giorno del referendum, telefonata Putin-Merkel: i due hanno parlato di un possibile invio in Ucraina di una missione su larga scala dell'Osce e si sono accordati di proseguire la discussione su questa e altre questioni anche tramite i ministeri degli Esteri.
Il presidente russo ha espresso "preoccupazione per l'alimentazione della tensione nelle regioni ucraine sud-orientali da parte dei gruppi radicali con il permissivismo delle autorità di Kiev". Mosca, comunque, "rispetterà la scelta degli abitanti della Crimea", la cui volontà viene espressa "nel pieno rispetto delle norme del diritto internazionale", ha ripetuto Putin alla cancelliera tedesca citando lo statuto dell'Onu.

Intervento russo, la condanna della Merkel
La cancelliera tedesca Angela Merkel ha condannato, durante la telefonata con Putin, l'intervento delle truppe di Mosca nella regione di Kherson, nel sud dell'Ucraina, ovvero al di fuori dei confini della Crimea. Lo ha reso noto l'ufficio stampa della cancelleria in un comunicato.
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