Tregua tra Mosca e Kiev fino al 21 marzo
Crimea al voto: lunghe file ai seggi per decidere sulla secessione
In corso nella penisola russofona il referendum sulla secessione dall'Ucraina e l'annessione alla Russia. Forse già in serata i risultati. A Odessa, nel Sud ucraino, manifestazioni a favore sia di Mosca sia di Kiev. Il referendum sulla secessione della Crimea dall'Ucraina è "legale" e "la Russia rispetterà il risultato", ha detto Putin in una conversazione telefonica con la Cancelliera tedesca Angela Merkel

E' un giorno importante in Crimea. Da questa mattina sono aperti i seggi per il referendum sull'ipotesi di secessione dall'Ucraina e di adesione alla Russia. Si potrà votare fino alle 21 ora italiana e i risultati potrebbero arrivare già in serata. Ancora ieri a nome dell'Ue il presidente francese, François Hollande, aveva definito il referendum di oggi privo di "basi legali" mentre la tensione militare tra Ucraina e Russia è ai massimi livelli.
Il premier dell'Ucraina: "La terra brucerà sotto piedi dei separatisti"
Il governo ucraino promette ritorsioni contro gli indipendentisti della Crimea: "La terrà
brucerà sotto i loro piedi", ha detto il primo ministro Arseny Yatseniuk, nel corso di una riunione del governo. "Lo Stato ucraino troverà tutti gli istigatori del separatismo e quelle
divisioni che hanno trovato riparo dietro i militari russi. Entro uno o due anni li troveremo e li giudicheremo". L'avvio della seduta è stato trasmesso dal canale televisivo di Stato.
Tregua tra Mosca e Kiev
Mosca e Kiev hanno intanto siglato l'accordo per una tregua che fino al 21 marzo metterà al riparo le infrastrutture militari di Kiev da eventuali attacchi russi. Lo ha riferito il ministro della Difesa ucraino, Ihor Tenyukh.
Kiev: 22mila soldati russi in Crimea, violati gli accordi
Il ministro della Difesa ucraino Ihor Tenyukh stamane aveva riferito che le unità militari russe presenti in Crimea sono aumentate a 22.000. In questo modo - aveva denunciato - è stato violato il limite di 12.500 soldati previsto dall'accordo che consente a Mosca di avere una base per la propria flotta a Sebastopoli, sul Mar Nero. Si tratta, ha sottolineato il ministro, di "una brutale violazione degli accordi e della prova che la Russia ha illegalmente fatto entrare truppe nel territorio della Crimea". "Siamo di fronte a un aumento delle unità russe", ha detto ancora Tenyukh, "e le forze armate ucraine stanno prendendo misure appropriate lungo i confini a sud".
L'affluenza
L'affluenza alle urne ha raggiunto in tarda mattinata la percentuale del 44,7%. Il dato, relativo alla prima metà della giornata, è stato riferito da Mikhail Malyshev, capo della Commissione del Consiglio supremo, che sovrintende l'organizzazione e lo svolgimento del voto. Il 43% ha votato nella città di Armyansk, il 45% a Dzhankoi, e il 64.35% a Kerch, la terza città più grande della penisola. La metà dei residenti ha
votato a Feodosia mentre ha Yalta si è recato alle urne il 40% della popolazione. "Non abbiamo mai avuto un"affluenza così alta", ha commentato Malyshev.
Telefonata Putin-Merkel. Mosca: "Referendum legale, rispetteremo risultato"
Il referendum sulla secessione della Crimea dall'Ucraina è "legale" e "la Russia rispetterà
il risultato". Lo ha ribadito il presidente russo Vladimir Putin in una conversazione telefonica con il Cancelliere tedesco Angela Merkel. Nel corso del colloquio, il capo del
Cremlino ha espresso "preoccupazione per le tensioni create nelle regioni meridionali e sud-orientali ucraine da gruppi radicali, con il consenso delle autorita' di Kiev". Lo
riferisce il Cremlino in un comunicato.
Manifestazioni pro Russia e pro Kiev a Odessa, nel Sud dell'Ucraina
A Odessa, importante città portuale e russofona dell'Ucraina meridionale, si stanno svolgendo sia manifestazioni a favore della Russia sia a sostegno del nuovo governo di Kiev. Per oggi è prevista una marcia in favore del referendum in Crimea che potrebbe segnare l'annessione alla Russia della penisola. La protesta filorussa è organizzata dal movimento 'Kulikovo Field', che ha montato delle tende nel centro della città sul Mar Nero e sta raccogliendo firme per la decentralizzazione del potere in Ucraina e per fare del russo la seconda lingua ufficiale del Paese. Ieri, invece, si è svolta una dimostrazione in favore dell'unità dell'Ucraina vicino al monumento al Duca di Richelieu.