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ECONOMIA

L'intervento all'Università Cattolica

Visco: "La crisi rischia di lasciare un segno permanente sulla nostra economia"

E' un discorso a tutto tondo quello del governatore della Banca d'Italia, Ignazio Visco: allarmato per la disoccupazione giovanile cronica, illustra i tre punti cardine per accompagnare l'Italia verso la ripresa. E cioè: riduzione della segmentazione tra diverse categorie di lavoratori, flessibilità e la revisione delle politiche attive. 

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All'inaugurazione del 15° anno di attività della facoltà di Economia dell'Università Cattolica, il governatore della Banca d'Italia Ignazio Visco parla a 360 gradi della situazione economica. E non è tenero: "La crisi - dice - rischia di lasciare un segno permanente nelle nostre economie, ben oltre il breve termine". La luce in fondo al tunnel - cioè il ritorno ai livelli pre-crisi - è attesa per il 2016. 

Disoccupazione giovanile, ipoteca sul futuro
Mentre i dati Istat usciti oggi raccontano di un'Italia under 35 dove il 42% non ha lavoro, Visco ne guarda le conseguenze a lungo termine: "La disoccupazione giovanile - ha aggiunto Visco - è anch`essa più che raddoppiata: su 100 giovani di età compresa tra i 15 e i 24 anni che hanno o ricercano un lavoro, oltre 40 non riescono a trovarlo e questo, spiega, avrà conseguenze sul piano economico ma anche sociale, ridurrà il capitale umano potenziale del sistema-Paese". 

I cardini per la ripresa
Per il governatore "tre punti sono particolarmente importanti: la riduzione della segmentazione tra diverse categorie di lavoratori, l'aumento della flessibilità in entrata e in uscita (insieme all'ampliamento delle misure a sostegno dei lavoratori disoccupati) e la revisione, ancora da completare, delle politiche attive". Secondo Visco, ne possono derivare benefici in termini di allocazione efficiente della forza lavoro verso i settori e le imprese più produttive, e di maggiori incentivi, sia dei lavoratori sia degli imprenditori. Se il Jobs Act, continua, va nella direzione giusta è anche fondamentale che le imprese diventino sempre più competitive e puntino ad internazionalizzarsi. 
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