MONDO
Il caso
Johnson ad Alfano: impossibile trasferimento Charlie in Italia
Colloquio del ministro degli Esteri britannico con il collega italiano

"Alfano ha colto l'occasione per sollevare il caso del piccolo Charlie Gard e ribadire l'offerta dell'Ospedale italiano Bambino Gesù di accoglierlo", si legge in una nota della Farnesina. "Il ministro Boris Johnson ha espresso gratitudine ed apprezzamento per l'offerta italiana ma ha spiegato che ragioni legali impediscono alla Gran Bretagna di accoglierla".
Intanto la Santa Sede si è detta disposta a fare il possibile per superare gli ostacoli legali che non consentono il trasferimento del piccolo Charlie Gard al Bambin Gesù. Lo ha detto il segretario di Stato Vaticano, il card. Pietro Parolin, rispondendo alle domande dei giornalisti. "Superare questi problemi? Se possiamo farlo lo faremo", ha detto Parolin riferendosi agli ostacoli di tipo giuridico legati alla legislazione inglese. "Il Bambin Gesù - ha aggiunto - è competente per la parte medica”.
Al Bambino Gesù si lavora per protocollo
"La Farnesina ha avuto la stessa risposta che l'ospedale ha dato a noi: che loro non possono trasportare il bambino a meno che noi non applichiamo il protocollo, ovvero la legge che ha dato la Suprema Corte, quindi non curare più il bambino e staccare la spina. È ovvio che a questo abbiamo risposto di no, che noi non intendiamo farlo", ha riferito la presidente del Bambino Gesù, Mariella Enoc. "Contemporaneamente un nostro scienziato è stato contattato da medici di varie parti del mondo, perché c'è un protocollo internazionale, sperimentale, che si potrebbe applicare al bambino, dove si vuole: a Londra, a Roma, a New York. Non ha un problema di luogo, quindi stanno stendendo questo protocollo, la mamma è costantemente in contatto con noi. La mamma è molto determinata, è una persona che indubbiamente ha fatto verifiche, i ricercatori sono disponibili e stanno lavorando per proporre l'applicazione di questo protocollo internazionale di una cura sperimentale".
Tuttavia nessuna falsa illusione: "Noi - afferma Enoc - non abbiamo dato nessuna falsa aspettativa, io ho detto fin dall'inizio che questa è una malattia gravissima e incurabile. Se però qualcuno e i genitori acconsentano a voler provare una cura sperimentale..noi ci siamo, ma è una decisione dei genitori. La mamma è assolutamente convinta che il bambino possa morire, ma lei crede che se il bambino debba morire muoia dopo aver tentato questa cura".
La vicenda comunque resta piuttosto delicata: "Non so se con questo protocollo i genitori potranno ricorrere ancora alla Corte Suprema e chiedere ad esempio una sospensione della sentenza, in attesa che il bimbo possa provare la cura. Stanno lavorando i nostri scienziati".