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MONDO

Sul volo verso Santiago del Cile

Papa Francesco: "Ho paura di una guerra nucleare, siamo al limite"

Il Pontefice regala ai giornalisti una foto scattata a Nagasaki dopo la bomba atomica: ritrae un bambino in fila per il forno crematorio dove deve portare il fratellino piccolo che ha sulle spalle. Oggi colloquio con la presidente Bachelet e visita al carcere femminile

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"Ho paura di una guerra nucleare, siamo al limite". Papa Francesco sul volo che lo porta in Cile regala ai giornalisti una foto scattata a Nagasaki dopo la bomba atomica: ritrae un bambino in fila per il forno crematorio dove deve portare il fratellino piccolo che ha sulle spalle. Bergoglio ha fatto riprodurre questa foto a fine anno con il commento: "Il frutto della guerra".

"Questa immagine - ha detto a quanto riportato da Vatican Insider - l'ho trovata per caso ed è stata scattata nel 1945. E' un bambino col suo fratello sulle spalle morto, che sta aspettando per il crematorio a Nagasaki". Francesco ha commentato: "Mi sono commosso quando ho visto questo è quindi ho voluto scrivere: 'Il frutto della guerra'. Ho voluto stamparla e darla perché un'immagine commuove più di mille parole".

Poi il Papa è passato a salutare i giornalisti uno ad uno e si è sentito rivolgere la domanda se avesse paura di una guerra nucleare: "Sì, ho davvero paura. Siamo al limite, basta un incidente. Non si può far precipitare la situazione. Dobbiamo eliminare gli armamenti nucleari".

Nessun annuncio della visita in Argentina
"Mentre sorvolo lo spazio aereo argentino, rivolgo a voi i miei affettuosi saluti e mando i più sentiti auguri a tutte le persone della mia terra, assicurandole della mia vicinanza e benedizione. Chiedo a tutti voi, per favore, non dimenticate di pregare per me. Franciscus". Questo il testo del telegramma inviato al presidente argentino Mauricio Macri dall'aereo che portava il Papa in Cile, nel momento nel quale sorvolava l'Argentina. C'era attesa per questo gesto che Francesco ha compiuto in modo poco formale, come si evince dal testo, ma del quale non ha approfittato per annunciare il suo viaggio pastorale in patria, che si realizzerà, sembra, nel 2019. Per la prima volta Papa Francesco, seppure in un modo così particolare, è tornato nella sua patria, l'Argentina, che aveva lasciato nel febbraio 2013 per partecipare al Conclave e dove non ha  mai più fatto ritorno. Infatti, il velivolo dell'Alitalia che porta il Santo Padre in Cile, dopo aver attraversato da nordest a sudovest il Brasile e parte del Paraguay, è entrato nello spazio aereo argentino.

L'arrivo in Cile
L'aereo dell'Alitalia con a bordo il Pontefice è giunto a Santiago poco dopo le 23 italiane, le 19 locali. Ad accoglierlo, tra gli altri, c'erano la presidente della Repubblica, Michelle Bachelet, il vescovo di Santiago, card. Ricardo Ezzati Andremo, il presidente della conferenza dei vescovi cileni, mons. Santiago Silva Retamales. Dopo una cerimonia di benvenuto, il Pontefice si recherà in auto coperta nella chiesa di chiesa di San Luis Beltrán, dove risiede la tomba di Don Enrique Alvear, noto come il 'vescovo dei poveri', per una preghiera privata. Quindi si sposterà in nunziatura per la cena.

Il programma di oggi

Primo giorno di incontri, oggi, per Papa Francesco in Cile. In mattinata incontrerà le autorità, la società civile e il corpo diplomatico al Palacio de la Moneda, dove al termine parlerà in privato con la presidente uscente della Repubblica, la socialista Michelle Bachelet. Il suo successore, Sebastiàn Pinera, guida della coalizione di centrodestra Chile Vamos, è stato eletto il 17 dicembre e si insedierà l'11 marzo.
Dal Palacio de la Moneda, il Pontefice si trasferirà in auto chiusa al Parque O'Higgins, secondo parco pubblico più grande del Cile, dove presiederà una messa (la spianata del parco può contenere fino a 600mila fedeli).
Dopo il pranzo in nunziatura, Papa Francesco visiterà il carcere femminile San Joaquìn, che ospita oltre 1.400 detenute a fronte di una disponibilità di circa 850 posti. Accoglie il 45% delle donne detenute in tutto il Cile.
Il Papa incontrerà una rappresentanza di circa 500 detenute e ascolterà la testimonianza di una di loro, quindi rivolgerà a tutte un saluto.
 
Intorno alle 17 locali (le 21 in Italia) incontrerà i sacerdoti e i religiosi nella cattedrale di Santiago, accolto dal vescovo Ezzati e pronuncerà il suo quarto discorso. Dopo l'incontro con i sacerdoti, saluterà 50 vescovi cileni, che hanno scelto di concedere ai sacerdoti parte del loro tempo con il Papa, avendo già incontrato il Pontefice a Roma, per una visita ad limina.
 
 
Infine, alle 19.15 (le 23.15 in Italia) è prevista una visita privata al santuario San Alberto Hurtado e l'incontro privato con 90 confratelli gesuiti. Il santuario è dedicato al sacerdote della compagnia del Gesù vissuto nella prima metà del Novecento, fondatore dell'iniziativa 'Hogar di Cristo', case di accoglienza per gli emarginati.
 
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