MONDO
Alta l'affluenza nel villaggio tataro di Bakhcisarai
Seggi aperti in Crimea. Kiev pronta a reagire
In corso nella penisola russofona il referendum sulla secessione dall'Ucraina e l'annessione alla Russia. Seggi aperti fino alle 21. I risultati forse già pronti in serata. Ieri il veto di Mosca sulla risoluzione Onu contro la consultazione. Londra apre a un G7 lontano da Sochi

Alta l'affluenza nel villaggio tataro di Bakhcisarai
Già altissima l'affluenza al voto nel villaggio tataro Bakhcisarai. Lo riferiscono testimoni occidentali sul posto: si tratta del principale villaggio della minoranza tatara, teatro di manifestazioni pro-Kiev negli ultimi giorni.
A Sebastopoli migliaia di 'sì' alla Russia
A Sebastopoli sono migliaia gli elettori che stanno votando per il referendum sull'adesione della Crimea alla Russia: nel seggio 850098 a poca distanza dal centro della città si registrano code e sono oltre 2 mila quelli che hanno già votato. "Torniamo a casa", dice qualche elettrice mostrando la scheda prima di inserirla nell'urna trasparente.
Kiev denuncia: invasione dei soldati russi
La tensione è dunque alle stelle. E mentre Kiev denuncia "l'invasione" dei soldati di Mosca nel sud-est e si dice pronta a reagire "con tutti i mezzi", la Russia ribadisce con forza di essere pronta a difendere i cittadini pacifici nelle regioni orientali filorusse.
Washington parla di isolamento russo e avverte a brutto muso: la Russia risponderà delle sue azioni. Le sanzioni di America e Europa sono pronte già per lunedì, mentre Londra si sarebbe già candidata a ospitare la riunione del G7, se Mosca dovesse essere espulsa dal G8 con conseguente cancellazione dell'appuntamento di Sochi.
Kiev sempre più vicina all'Ue
La giornata di sabato si è aperta con la conferma dei violenti scontri a Kharkiv, la seconda città più popolosa dell'Ucraina, a due passi dalla frontiera con la Russia: nella notte si sono affrontati i militanti filorussi e nazionalisti ucraini lasciando per terra due morti. Poi Kiev ha annunciato che sarà firmata il 21 marzo la parte politica dell'accordo di associazione e libero scambio tra Ucraina e Ue. La risposta di Mosca a queste due notizie non si è fatta attendere. La Russia riceve "numerosi appelli con la richiesta di difendere i cittadini pacifici" e "li esaminerà", ha tuonato il ministero degli Esteri. Si tratta della stessa linea seguita qualche tempo fa sulla Crimea all'inizio della crisi ucraina, "difenderemo i nostri interessi e i russi nella regione". Il tam tam di allerta, a metà strada fra la propaganda e il terrore dell'altro, è risuonato in tutte le regioni filorusse.
Il veto di Mosca sulla risoluzione Onu
La risoluzione Onu discussa ieri pomeriggio dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite è stata bloccata dal veto della Russia. L'astensione della Cina e i 13 voti favorevoli dimostrano l'isolamento di Mosca ma non possono nulla contro il veto del paese, membro permanente del Consiglio.
L'allarme ucraino: "Ci stanno invadendo"
In questo clima arroventato, poco dopo le 17, Kiev ha denunciato l'invasione di truppe russe nelle regione di Kherson, che si staglia a nord, poco oltre la frontiera di Armiansk. Kiev ha minacciato di rispondere con "tutti i mezzi" e ha chiesto "il ritiro immediato". Mosca tace: è chiaro che se i tank dell'Armata rossa dovessero realmente marciare dalla Crimea verso nord sarebbe complicato per i militari ucraini fermare l'avanzata. Una foto nitida è quella del comando della Marina ucraina a Simferopoli: la base è circondata da militari. La bandiera celeste e gialla di Kiev sventola ancora, un centinaio di soldati fedeli a Kiev rifiuta di ammainarla e consegnare le armi.
In Crimea clima d'attesa
Poco distante lo stemma della Crimea, un grifone, campeggia sul palazzo del Parlamento: le insegne di Kiev "sono state abbattute dal vento", dice ridendo un ufficiale cosacco a guardia dell'edificio, dove sventola una gigantesca bandiera russa. In città è andata in scena anche una manifestazione di filo-Kiev, quasi tutte donne, una delle tante di questi giorni. Ma è durata giusto un paio d'ore. Lungo le arterie che collegano la capitale della Crimea con Sebastopoli, dove ha sede la flotta russa del Mar Nero, sfrecciano auto e camion: una colonna, almeno dieci mezzi, trasporta enormi gruppi elettrogeni. Ai checkpoint i militari russi, anche senza insegne, sono chiaramente riconoscibili, controllano i passaporti. A Sebastopoli sono nelle strade e davanti agli hotel.
La guerra nella rete
Un gruppo di hacker ucraini filo-russi battezzatosi CyberBerkut (dal nome delle forze
speciali ucraine disciolte dal nuovo corso di Kiev) ha attaccato i siti web della Nato sovraccaricandoli di richieste. Una portavoce dell'Alleanza ha affermato che l'attacco non ha pregiudicato le operazioni della Nato.
La protesta ucraina alle Paralimpiadi
La mano davanti, la medaglia coperta, lo sguardo fiero: è il gesto che gli atleti ucraini alle Paralimpiadi di Sochi hanno scelto per simboleggiare la protesta per la difficile situazione che il Paese sta vivendo con l'invasione russa in Crimea. Al momento delle premiazioni tutti gli atleti ucraini delle diverse specialità hanno coperto le medaglie con le mani davanti al petto.