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MONDO

Identificato uno dei passeggeri imbarcati con documenti falsi: non è malese

Sempre mistero fitto sul volo della Malaysia. Neanche la scia di carburante è dell'aereo scomparso

Intanto il capo dell'autority ha smentito i ritrovamenti di domenica: "non abbiamo trovato nulla".  Continuano le ricerche, 20 aerei e 40 navi da sette nazioni, tra cui anche Cina e Stati Uniti, e prende sempre più quota l'ipotesi terrorismo. Indaga anche l'Fbi

Le ricerche in mare (Ansa)
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Sono riprese questa mattina le ricerche per fare luce sulla scomparsa dell'aereo della Malaysia Airlines, sparito dai radar sabato scorso mentre volava da Kuala Lumpur diretto a Pechino con 239 persone a bordo in maggioranza cinesi, anche se ci sono anche quattro francesi e tre americani. Un "mistero senza precedenti" lo ha definito il capo dell'authority dell'aviazione civile malese spiegando che non è stata ancora trovata nessuna traccia del relitto. Non appartiene al volo l'oggetto giallo avvistato in mattinata e nemmeno quelli individuati domenica sera. E secondo quanto emerso dalle analisi, nemmeno la scia di carburante proverrebbe dal volo MH370, ma da una nave. È stato invece identificato grazie alle telecamere di videosorveglianza uno dei due passeggeri imbarcati con il passaporto falso.

Mistero senza precedenti. Nessuna traccia del relitto
Un "mistero senza precedenti" quello del Boeing 777 nelle parole del capo dell'authority dell'aviazione civile malese Azharuddin Abdul Rahman, che ammette che al momento non vi sarebbe traccia alcuna del relitto del velivolo. Parole che sconfessano le informazioni arrivate nella serata di domenica dal Vietnam secondo cui un aereo locale aveva avvistato a 93 chilometri dall'isola vietnamita di Tho Chu quelli che sembravano i frammenti di una coda e di un porta interna dell'aereo.

E anche l'oggetto giallo che si pensava potesse essere un galleggiante di salvataggio, individuato in mattinata era in realtà "un tappo coperto di muschio di un cavo". Lo si legge nel sito web dell'Authority per l'aviazione civile vietnamita.

Passaporti rubati: individuato un passeggero
È stato identificato grazie alle telecamere di videosorveglianza dell'aeroporto, uno dei due uomini saliti a bordo con un passaporto rubato. Secondo quanto riporta il capo della polizia del Paese si tratta di un cittadino che non era malese. "Stiamo ancora cercando di accertare se (i due sospettati di aver utilizzato false identità) fossero entrati legalmente o illegalmente" ha aggiunto.

Non asiatici
I due uomini che hanno utilizzato passaporti rubati per imbarcarsi sul volo Malaysia Airlines, scomparso sulle acque tra Malesia e Vietnam, hanno aspetto "non asiatico", ha dichiarato Azharuddin Abdul Rahman, capo del dipartimento dell'aviazione civile malese, che non ha confermato la notizia diffusa dai media del suo Paese secondo cui uno dei due sospetti sarebbe stato identificato.

Le autorità, ha precisato, stanno verificando la possibilità che i due uomini siano legati a un gruppo criminale che traffica in passaporti. I due documenti rubati, usati per imbarcarsi sul volo MH370, appartengono a un italiano, Luigi Maraldi, e a un austriaco, Christian Kozel. Erano registrati nei database appositi dell'Interpol, dopo essere stati rubati in Thailandia nel 2013 e 2012.


La Cina: intensificare le ricerche 
Alle operazioni partecipano 20 aerei e 40 navi provenienti da sette nazioni diverse, tra queste oltre a Malesia e Vietnam anche Filippine, Singapore, Stati Uniti e Cina. Proprio quest'ultima ha chiesto alla Malesia di intensificare le indagini. Intanto prende sempre più quota l'ipotesi di terrorismo e sale a 4 il numero dei sospetti a bordo. Tra questi i due che si sarebbero imbarcati con i passaporti rubati appartenenti all'italiano Maraldi e ad un austriaco di 30 anni.

Al lavoro anche l'Fbi
Gli americani, che avevano tre cittadini a bordo,  hanno inviato agenti dell'FBI, pur sottolineando che non vi è in questa fase ancora nessuna prova di terrorismo. Dagli Stati Uniti sono partiti anche uomini dell'Agenzia America di Sicurezza dei Trasporti, NTSB, accompagnati da tecnici esperti di Boeing. E secondo la stampa ufficiale cinese, anche Pechino ha inviato una sua squadra per indagare e portare sostegno ai familiari dei passeggeri in Malesia.

Gli ultimi movimenti. Per gli Usa non si sarebbe disintegrato in volo
Il responsabile delle forze aeree malesi ha spiegato che dai radar risulta che l'aereo potrebbe esser tornato indietro rispetto la sua rotta pianificata, prima di scomparire. Una fonte vicina alle indagini domenica ha detto che il velivolo potrebbe essersi disintegrato in volo (non è chiaro se a causa di una bomba o guasto meccanico) e i rottami potrebbero quindi essere dispersi in un'area molto vasta. Ipotesi che non convince gli americani che hanno esaminato attentamente le immagini registrate dai satelliti spia statunitensi ma non hanno trovato traccia di alcuna esplosione a mezz'aria.
 
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