ECONOMIA
Tribunale di Milano
Saipem, tutti assolti per il caso 'Profit warning'
Il fatto non sussiste: assolte la società e 4 persone
Per Saipem la procura di Milano aveva chiesto la condanna a una sanzione di 600mila euro, mentre per l'ex amministratore delegato Pietro Tali era stata chiesta una condanna a 4 anni, per il suo successore Umberto Vergine a 2 anni e 60mila euro, per l'ex dirigente responsabile per la redazione dei documenti contabili Stefano Goberti a 2 anni e per l'ex Coo della business unit Engineering e Construction Pietro Varone era stata chiesta l'assoluzione.
Secondo l'accusa, sarebbero stati commessi episodi di presunta manipolazione del mercato che si sarebbe realizzata attraverso la diffusione di alcuni comunicati stampa nell'ottobre 2012 e nel marzo 2013 e una conference call, durante la quale non sarebbe stato rappresentato correttamente lo stato dei conti del gruppo, poi emerso con due successivi profit warning a gennaio e giugno 2013.
In particolare, sarebbero state nascoste al mercato delle criticità sul budget previsto per il 2013, non riferendo al mercato previsioni interne che vedevano un calo dell'Ebit, inferiore al 2012 per circa un miliardo di euro.
In merito alla contestazione di falso in bilancio, invece, i magistrati milanesi fanno riferimento al fatto che Saipem non avrebbe rappresentato nel bilancio 2012 alcuni extra costi per penali che l'azienda avrebbe dovuto pagare, per un totale di ricavi superiori al reale di 245 milioni di euro.