Società Italiana di Urologia
Studio SIU: problemi di prostata per il 53% degli italiani e disturbi sessuali per il 30%
Prende il via la seconda edizione della campagna #Controllati - Mese della prevenzione urologica nell'uomo, promossa dalla Siu, con l'obiettivo di sensibilizzare il maschio sulla propria salute intima

Più della metà (53%) dei maschi italiani ha problemi di prostata, tra iperplasia prostatica benigna, tumore della prostata e prostatite. Un italiano su tre, invece, è affetto da disturbi sessuali (difunzione erettile per il 15,5%, eiaculazione precore per il 7,5% e calo della libido per il 7,6%) e patologie testicolari. Lo rende noto la Società italiana di urologia (Siu) in occasione della seconda edizione della campagna #Controllati - Mese della prevenzione urologica nell'uomo, promossa dalla Siu, fino al 15 luglio. Dal 1 giugno sarà disponibile su Apple e Google anche l'app "#Controllati" per ottenere informazioni sul tema della salute urologica e sui centri urologici più vicini, oltre alla possibilità di fare test autovalutativi.
Altri tipi di problemi riscontrati sono anche i disturbi renali (6%) e urinari (5,4%), a cui si aggiungono quelli di nicturia (24,7%), di disuria (15,7%), di senso di svuotamento incompleto (18%) e di urgenza minzionale (circa il 15%).
La ricerca, condotta nel 2016, ha riguardato 81 centri urologici e circa 10mila pazienti tra i 25 e i 75 anni con una stabile vita di coppia. Disinformazione, disattenzione e superficialità sarebbero la causa della noncuranza degli italiani rispetto a al tema della salute sessuale. "La situazione si è aggravata per l'aumento della disinformazione o falsa informazione, causata da fonti non attendibili, reperite casualmente sul web o attraverso il tam-tam di amici: secondo l'indagine il 10% dei maschi con disfunzione erettile segue, ad esempio, una terapia con inibitori PDE5", ha affermato Roberto Carrone, presidente Siu e direttore della struttura complessa di neuro-urologia dell'Azienda ospedaliera universitaria Città della Salute e della Scienza di Tornino. Carrone ha aggiunto poi: "Se circa l'85% dei maschi over 70 dichiara di avere eseguito almeno una volta il dosaggio del Psa, l'esame del liquido seminale resta ancora una pratica poco comune: solo il 15% di italiani tra i 30 e i 50 anni lo ha effettuato una volta nella vita". Il consiglio - conclude - è farsi controllare con cadenza periodica e non solo quando compare il problema, sulla linea di quanto succede per la salute delle donne.
È intervenuto anche Vincenzo Mirone, segretario generale Siu e direttore della Scuola di specializzazione in Urologia dell'Università Federico II di Napoli. "I risultati emersi hanno rivelato una situazione sessuale critica tra i maschi di età compresa tra i 18 e i 75 anni che sembrano tornati agli anni '50, quando il rapporto padre-figlio non prevedeva si affrontassero questi temi e con il medico non si parlava quasi mai - ha spiegato l'esperto - Per promuovere un'educazione culturale alla salute sessuale serve agire soprattutto sui ragazzi, anche con la complicità della donna che può svolgere un ruolo fondamentale di convincimento verso visite e controlli".