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SALUTE

Maschi & Urologia

Attenzione alla prostata, anche da giovani

Occorre valutare attentamente, soprattutto se si ha meno di 50 anni, il numero delle minzioni, la portata del getto urinario, ed altri disturbi come bruciore, senso di pesantezza. Colloquio col prof. Filiberto Zattoni, direttore della Clinica Urologica e della Unita' Complessa di Urologia, Università e Azienda Ospedaliera di Padova.

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Professore 7 milioni di italiani hanno un problema alla prostata, moltissimi senza neppure saperlo, perché asintomatici. Quali sono le principali problematiche di questa ghiandola?
Le patologie più frequenti sono l’ipertrofia benigna, la prostatite e il tumore maligno. La sintomatologia, ovvero i fastidi che si avvertono, il più delle volte non sono sinonimo di tumore, anzi. I tumori della prostata sintomatici sono diventati infrequenti dopo le grandi campagne di prevenzione e la presa di coscienza da parte degli uomini di questo problema. Di contro, i sintomi urinari legati a una prostatite o all'ingrossamento benigno della ghiandola possono diventare molto fastidiosi e richiedere anche più d’una visita urologica di controllo.

C’è una età in cui questi problemi si evidenziano particolarmente? E quanto ci devono preoccupare una minzione troppo frequente o con scarsa portata se si verifica in giovane età?
La patologia prostatica nell’uomo è molto frequente, soprattutto associata al progressivo invecchiamento. Una volta esclusa la presenza di patologia neoplastica, fondamentale è capire la qualità di vita del paziente. Non esiste un numero "ideale" di minzioni giornaliere e notturne che sia applicabile a ciascun paziente. E' un parametro molto soggettivo e influenzato da diverse variabili fisiologiche e comportamentali. Il ruolo del medico è quello di trovare un compromesso, con il paziente, tra la
sintomatologia ideale ed evitare possibili complicanze quali la ritenzione d’urina, l’insufficienza renale e le infezioni. Nel giovane, la problematica è differente. Disturbi urinari che diventano clinicamente significativi, richiedono una corretta e attenta valutazione per ridurre a zero le minzioni notturne, aumentare gli intervalli tra le minzioni giornaliere e facilitare la minzione spontanea. Nel giovane, infatti, frequentemente i disturbi urinari non sono dovuti a problematiche prostatiche bensì uretrali o di insufficiente apertura del collo vescicale.

Quali le cause più comuni di una prostatite o una uretrite?
La prostatite e l'uretrite, sono patologie causate per lo più da batteri. Ogni abitudine sessuale scorretta o anomalie anatomiche che facilitano un aumento della carica batterica, possono scatenare una di queste patologie. La reale causa non è tuttavia, sempre semplice da trovare. Alcune persone sono infatti, più soggette di altre a sviluppare una prostatite e a manifestare un dolore pelvico che può diventare anche cronico.

L’esame d’elezione per individuare problematiche a questa ghiandola è il PSA, ma quanto è affidabile, e quando va fatto?
Il PSA è un  marcatore organo-specifico ma non tumore-specifico. Questo vuol dire che il suo aumento non obbligatoriamente è legato a una patologia neoplastica. Seppur con questa limitazione, il PSA è ad oggi l’esame cardine per lo screening del tumore della prostata. Quando sia consigliabile iniziare a controllare il PSA, è ancora argomento di dibattuto nella la comunità scientifica. Utile tuttavia, sarebbe un valore basale/iniziale del PSA a circa 50 anni (in assenza di una storia clinica o di una qualsiasi familiarità per questo tipo di tumore) e successivamente con dosaggi periodici con cadenza anche legata al valore iniziale. Il valore del PSA tuttavia non è l’unico parametro valutato durante lo screening del paziente per sospetta neoplasia. L’andamento del PSA nel tempo, l’esplorazione rettale, l’età del paziente sono informazioni che il medico utilizza per valutare globalmente il paziente. Negli ultimi anni molta enfasi è stata posta nella valutazione ed individuazione del tumore prostatico con la risonanza magnetica. Il suo utilizzo è ancora limitato, tuttavia è prevedibile un suo maggiore utilizzo sia nella diagnosi che nella stadiazione della neoplasia prostatica nel prossimo futuro.

Uno dei problemi della chirurgia prostatica è il rischio di recidere le innervazioni che permettono l’erezione. Come evitare?
I nervi deputati all’ erezione passano anatomicamente, molto vicino alla prostata e la avvolgono nel loro decorso. L’urologo sa bene dove passano, tuttavia la loro separazione dalla ghiandola non è sempre cosa semplice o possibile. La chirurgia robotica può aiutare in questo compito così come l’esperienza del chirurgo. E’ fondamentale tuttavia capire che, proprio "dove finisce la ghiandola iniziano i nervi". Qualora il tumore prostatico sia molto vicino a questa linea di passaggio, esiste una alta probabilità di lasciare indietro del tumore nel tentativo di preservare quanto più tessuto nervoso possibile . La risonanza magnetica può aiutare in questa decisione, tuttavia, ancora una volta, la medicina è un compromesso tra il voler curare una patologia tumorale e il mantenere una buona qualità di vita.
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