Manovra, Senato: governo pone la fiducia, opposizioni insorgono
La manifestazione, partita come tradizione da largo Cairoli, si è svolta in maniera pacifica e colorata, con slogan contro "la casta razzista neoliberista", contro le condizioni drammatiche dell'edilizia scolastica ("crolli il governo, non le scuole"), e contro l'apertura dei centri per il...
Sono giorni decisivi per la legge di Bilancio e per il confronto tra l’Italia e la Commissione Europea, finalizzato ad evitare al nostro Paese la procedura d’infrazione
Le nomine di Viale Mazzini
La sindaca scende tra manifestanti che gridano "bugiardi" ai media
Se si votasse oggi per le Politiche, il Partito Democratico otterrebbe il 18%: è un dato che - secondo il Barometro Politico Demopolis – segna una lieve ripresa nelle ultime settimane: un punto in più rispetto ad ottobre, ma è un consenso che resta lontano da quello ottenuto in precedenza.
Che cosa servirebbe per un rilancio del Pd? "Il 42% - spiega il direttore di Demopolis Pietro Vento - indica l’esigenza di ritrovare la sintonia con le attese degli italiani; oltre un terzo sottolinea invece il bisogno di un radicale rinnovamento della classe dirigente. Per il 16% un contributo positivo verrebbe anche da una maggiore coesione del centro sinistra e da una minore litigiosità interna".
L’Istituto Demopolis ha verificato, per il programma Otto e Mezzo, l’interesse dell’opinione pubblica in vista delle Primarie del Partito Democratico, ipotizzate per il febbraio 2019. Appena il 9% degli italiani sostiene di seguire il dibattito con interesse; uno su quattro ammette di informarsi, ma superficialmente. Il 66% non se ne interessa per nulla. Il dato, ovviamente, migliora analizzando il campione di chi vota il Partito Democratico: seguono con interesse il confronto 4 elettori su 10 del PD, più superficialmente il 43%.
Netta è la posizione sulla data delle Primarie e del Congresso per l’elezione del nuovo Segretario: l’81% degli elettori del PD, interpellati da Demopolis, sostiene che, come ipotizzato, debbano tenersi in febbraio-marzo; meno di 1 intervistato su 10 riterrebbe preferibile posticiparle a dopo le Europee.
L’Istituto diretto da Pietro Vento ha analizzato infine lo scenario del voto in vista delle Primarie: il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti e l’ex ministro dell’Interno Marco Minniti appaiono per il momento in testa alle preferenze degli elettori del Partito Democratico, con gli altri candidati – Boccia, Richetti, Corallo e Damiano – sotto il 10%.
Voleva fare Politica, quella con la 'P' maiuscola, andando in barca e facendo capire l'importanza dell'Ambiente. I suoi, però, non l'hanno afferrato e le numerose assenze in Aula hanno suscitato non poco clamore. Da qui, l'invito a dimettersi. Detto fatto. Un boccone amaro per Mura, consumato così...
Se si tornasse oggi alle urne, la Lega otterrebbe il 30,5%, due punti in più del Movimento 5 Stelle posizionato al 28,5%. Decisamente lontani restano il PD al 17,3% e Forza Italia all’8,6%; Fratelli d’Italia avrebbe il 3,4%, sotto il 3% tutte le altre liste
Viale Mazzini
La singolare reazione di Matteo Salvini alle proteste della senatrice del Partito Democratico Simona Malpezzi riguardo la vicenda della mensa della scuola materna di Lodi
Il sondaggio dell'Istituto Demopolis