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MONDO

Ue, domani Borrell a Mosca per chiedere rilascio di Navalny

Il Cremlino sugli arresti di massa a Mosca: "Non è repressione, violano la legge". I sostenitori di Navalny rinviano le manifestazioni alla prossima primavera

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L'Alto rappresentante della politica estera dell'Ue, Joseph Borrell, si recherà a Mosca in serata per discutere domani con il ministro degli esteri russo Sergej Lavrov del caso Alexei Navalny e dell'arresto di numerosi manifestanti.

Una "situazione inaccettabile per l'Unione europea" ha dichiarato il suo portavoce Peter Stano. Oltre alla questione Navalny, all'incontro si parlerà di Ucraina, di un accordo sul nucleare iraniano e della gestione della pandemia.

Navalny sul blog: liberiamo la patria da ladri usurpatori
"Possono mantenere il potere, usandolo per un guadagno personale, solo contando sulla nostra paura. Ma noi, avendo superato la paura, possiamo liberare la nostra patria da una manciata di ladri usurpatori. E facciamolo. Siamo obbligati a farlo. Per voi stessi e per le generazioni future. La verità è dalla nostra parte. Siate liberi". Lo ha scritto Alexei Navalny in un post sul suo blog.

Il Cremlino sugli arresti di massa: "Non è repressione"
Il portavoce del Cremlino sostiene che non sia corretto parlare di "repressioni" per l'ondata di fermi alle manifestazioni contro la detenzione del principale avversario di Vladimir Putin, Alexei Navalny.

"Prima di tutto, non sono d'accordo. Non c'è repressione. Ci sono misure adottate dalla polizia in relazione ai trasgressori della legge, in relazione ai partecipanti ad azioni illegali", ha dichiarato Dmitry Peskov, addetto stampa del presidente russo ai giornalisti.

Il riferimento è alla nuova ondata di proteste che ha travolto la Russia dopo la sentenza di condanna a 2 anni e 8 mesi di carcere per l'oppositore Navalny. La polizia ha arrestato oltre 1.400 manifestanti, di cui 1.145 nella sola Mosca e 248 a San Pietroburgo.

Il Cremlino, attaccato su più fronti dall'Occidente e dalle organizzazioni internazionali, ha difeso la sua posizione definendo 'giustificate' le misure dure adottate delle forze dell'ordine contro le manifestazioni non autorizzate, e ha respinto le critiche definendole "isteriche".

Intanto il presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, ha parlato con gli alleati europei riservandosi il diritto di rispondere, su eventuali sanzioni, in qualsiasi momento.

"Grazie per essere scesi in strada, grazie di scrivermi e di chiedermi come sto", ha scritto su Instagram Yulia Navalnaya, la moglie del dissidente, "ci sono così tante persone buone, forti e giuste che supportano Alexei e me che non c'è modo di fare un passo indietro e non c'è nulla da temere", "vinceremo comunque", ha promesso.

Lech Walesa candida Navalny al Nobel per la pace
"Alexei Navalny sta combattendo contro il totalitarismo e per le idee di democrazia, diritti umani e libertà fondamentali, così come io ho combattuto contro il Partito Comunista in Polonia decenni fa". Così l'ex presidente polacco, e Nobel per la Pace nel 1983, Lech Walesa ha candidato il dissidente russo imprigionato al suo rientro a Mosca al Premio Nobel per la Pace.

Nella lettera inviata al comitato norvegese del Nobel, il fondatore di Solidarnosc ha sottolineato il "coraggio di Navalny ed i suoi sforzi per smascherare la corruzione, difendere il pluralismo politico ed opporsi al regime sempre più autoritario russo", secondo quanto riporta il giornale polacco Gazeta Wyborcza. 

Staff Navalny: no proteste nel weekend, prossimi raduni in primavera
I prossimi raduni a sostegno del leader dell'opposizione in Russia, Alexei Navalny, si terranno in primavera ed estate. Così un collaboratore di Navalny, Leonid Volkov, alla tv Dozhd, stando a quanto riferisce 'Meduza'. Questo fine settimana non ci saranno manifestazioni, sottolinea. "Se usciamo ogni settimana - ha sottolineato - altre migliaia di persone verranno arrestate e altre centinaia picchiate. Il lavoro della sede sarà paralizzato e sarà impossibile lavorare per le elezioni. Questo non è quello che ci chiede Alexey. Lui ci chiede di concentrarci sull'autunno", ovvero sulle elezioni della Duma. "Lo tireremo fuori di prigione usando metodi di politica estera", ha aggiunto.

Morto il medico russo che curò Navalny dopo l'avvelenamento
Il medico russo che ha curato Alexey Navalny dopo l'avvelenamento da Novichok, la scorsa estate, all'ospedale di Omsk, è morto improvvisamente a 55 anni. Lo rende noto lo stesso ospedale con una dichiarazione riportata dalla Cnn, ma senza rendere note le cause del decesso.
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