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POLITICA

Trivelle, Giachetti: andrò a votare al referendum

Giachetti ha risposto all'appello di Green Italia rivolto a tutti i candidati sindaco. La sua scelta, fanno sapere da Green Italia, si aggiunge a quella di altri candidati, da De Magistris ad Airaudo, da Fassina a tutti i candidati dei Cinque Stelle. Il prossimo 13 aprile il Tar del Lazio si pronuncerà sul ricorso promosso dal Codacons contro la decisione del Governo di fissare il referendum sulle trivellazione al 17 aprile

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"Andrò a votare al referendum del 17 aprile". Così il candidato sindaco di Roma per il Pd Roberto Giachetti a proposito del referendum per il quale il premier e segretario del Pd Matteo Renzi ha detto "spero fallisca" definendo l'"astensione sacrosanta e legittima".

Giachetti ha risposto all'appello di Green Italia rivolto a tutti i candidati sindaco. La sua scelta, fanno sapere da Green Italia, si aggiunge a quella di altri candidati, da De Magistris ad Airaudo, da Fassina a tutti i candidati dei Cinque Stelle, che si sono già espressi a favore del referendum.

"La scelta di Giachetti - dichiarano Roberto Della Seta e Francesco Ferrante, esponenti di Green Italia - è tanto più significativa perchè la prima di un candidato sindaco del Pd e perchè smentisce l'indicazione del suo partito che boicotta il referendum invitando all'astensione. Naturalmente ci auguriamo che Giachetti oltre a votare voti sì, in ogni caso consideriamo la sua scelta di partecipazione al referendum come un atto di responsabilita' democratica e lungimiranza, che auspichiamo venga seguito anche dagli elettori che lo sostengono e lo voteranno come futuro sindaco di Roma".

Il 13 aprile Tar Lazio decide su ricorso Codacons
Il 13 aprile il Tar del Lazio si pronuncerà sul ricorso promosso dal Codacons contro la decisione del Governo di fissare il referendum sulle trivellazione al 17 aprile. L`associazione dei consumatori aveva chiesto infatti al Tar misure cautelari urgenti per sospendere il decreto di indizione del referendum popolare, poiché la decisione del Governo di non unificare referendum ed elezioni amministrative "risulta contraria ai principi di buon andamento della Pubblica Amministrazione e non sembra rispondere ai criteri fissati dalle norme vigenti e dalla Costituzione. Produrrà inoltre un danno economico per le tasche dei contribuenti, stimato in oltre 300 milioni di euro".

"Riteniamo gravissimo il comportamento di chi tenta di affossare un istituto importante per la democrazia come ll referendum, invitando addirittura all`astensionismo - afferma il Presidente Carlo Rienzi - Crediamo che i cittadini debbano andare a votare, indipendentemente dal "si" o dal "no" al quesito, per ribarire l`importanza del voto popolare".

Radicali: ricorso al Tar per rinviare il voto
Ricorso al Tar per annullare il decreto che ha fissato la data del referendum e denuncia alla Procura della Repubblica presso il Tribunale Penale di Roma: sono queste le due azioni intraprese dai Radicali che accusano il governo di avre boicottato il referendum sulle trivelle violando il diritto ad una corretta informazione da parte dei cittadini. Nel mirino dei Radicali dunque finisce non una questione di merito ma di metodo: "E' l'ennesima tappa - spiega il segretario Riccardo Magi - della distruzione dello strumento referendario. E questa è una questione di stato di diritto e di democrazia". L'accusa all'esecutivo è di aver scelto la prima data utile, senza tra l'altro accorpare la consultazione referendaria al voto amministrativo, mettendo in atto 'un boicottaggio'.
 
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