POLITICA
Orlando: l'azione di riforma proseguirà
Inaugurazione Anno giudiziario. I Presidenti di Corte d'Appello: siamo al collasso
Carenze di organico, processi troppo lunghi, mafie ancora forti e la nascita di nuovi gruppi che cercano di affermarsi nel panorama criminale. Tante le criticità del nostro sistema giudiziario e pochi gli strumenti per combatterle

Criticità espresse anche dal Primo Presidente della Cassazione Giovanni Canzio che ha anche auspicato un controllo sulle indagini dei pm, carceri più umani per prevenire le radicalizzazioni, no al reato di clandestinità, una legge per favorire adozioni per le famiglie gay. Il ministro della Giustizia Andrea Orlando ha assicurato che "l'azione di riforma proseguirà, ma si è già sensibilmente ridotto il peso di quelle patologie, cronicizzatesi nel corso di troppi anni". Ed ha ggiunto: "Dovevamo misurarci con tre emergenze - ha sottolineato -: il sovraffollamento carcerario, le carenze di personale, la mole dell'arretrato e i tempi della giustizia. Le abbiamo affrontate".
Roma: indagini Dda flusso migranti da Libia
"Sono state confermate le presenze delle organizzazioni mafiose storiche, accanto a nuove forme di criminalita' organizzata che costituiscono l'aspetto di novità delle recenti investigazioni". E' quanto afferma il procuratore generale della Corte d'Appello di Roma, Giovanni Salvi, nel corso del suo intervento alla cerimonia di inaugurazione dell'anno giudiziario. Sul fronte dell'ommigrazione, Salvi ha sottolineato come: "Le indagini della Direzione distrettuale antimafia hanno consentito di individuare una articolazione romana di una più vasta associazione che, a partire dai porti libici, gestisce il flusso migratorio recente con modalità violente e con grave danno per i migranti". Slvi conclude: "un settore particolarmente rilevante di indagine è quello della tratta degli esseri umani, anche ai fini del loro sfruttamento sessuale".
Milano: manca organico, siamo al collasso
Dall'inaugurazione dell'anno giudiziario milanese arriva il 'grido di dolore' del procuratore generale Roberto Alfonso che parla di "collasso" in relazione alle carenze del personale. "Pur apprezzando davvero gli sforzi del Ministro della Giustizia Orlando - si legge nella sua relazione - non si può non osservare che, a fronte di una crisi ormai cronica della giustizia, tutto ciò che rimane è un bando di concorso per l'assunzione di 800 assistenti giudiziari. Ossia meno del 10 per cento delle vacanze degli organici del personale amministrativo".
Il mancato adempimento agli obblighi imposti al Ministro della Giustizia dall'art.110 della Costituzione non consente al sistema di rispondere adeguatamente alle esigenze del cittadino - prosegue il magistrato - rallenta le aspettative delle imprese; non rende competitivo il paese; non consente di uniformarsi al dettato costituzionale della ragionevole durata del processo; rende difficoltoso il rispetto del principio dell'obbligatorietà dell'azione penale per l'inadeguatezza delle risorse".
Secondo Alfonso, "il malfunzionamento della giustizia ha instaurato un rapporto anomalo tra Stato e cittadino, conseguenza della compromissione della fiducia nei rapporti intersoggettivi verso le istituzioni". "Ancora una volta e non ci stancheremo mai di farlo - conclude Alfonso - invochiamo un intervento urgente e serio del Governo affinchè adotti tutti i provvedimenti necessari per il buon funzionamento della giustizia, per dare al cittadino la speranza che i suoi diritti siano riconosciuti in tempi ragionevoli". Alfonso ha anche accennatto al fatto che le infiltrazioni di una "organizzazione criminale", che avrebbe agito per "agevolare l'associazione mafiosa denominata 'Cosa Nostra', nei lavori di "Fiera Milano spa" sono un fatto "assai grave per la città di Milano".
Alfonso ha proseguito sottolineando: "La Procura distrettuale ha riferito che negli ultimi due anni, dopo la proclamazione del c.d. 'stato islamico', sono state svolte indagini complesse e rilevanti su tale organizzazione terroristica, con risultati molto positivi. Nell'anno giudiziario in esame sono state sviluppate investigazioni estremamente complesse sull'organizzazione terroristica sovranazionale c.d. 'stato islamico', e sono state chiuse alcune indagini svolte nel periodo precedente. E' stata inoltre proseguita un'ampia attività di cooperazione giudiziaria e di scambio di informazioni e di atti con numerosi paesi europei".
Palermo: mafia 'diffusa e pervasiva'
"L'associazione mafiosa Cosa nostra continua ad esercitare il suo diffuso, penetrante e violento controllo sulle attività economiche, imprenditoriali e sociali del territorio, anche se il dato statistico registra un decremento pari all'8% del fenomeno rispetto al precedente periodo di tempo preso in considerazione. Il merito di ciò si deve sicuramente al particolare impegno e all'incisività dell'attività delle forze dell'ordine e dei magistrati della D.D.A. di Palermo costantemente al lavoro per impedire il riespandersi dell'organizzazione mafiosa". E' quanto emerge dalla relazione sull'amministrazione della giustizia del presidente reggente della Corte di Appello di Palermo, Matteo Frasca.
"Il panorama offerto dalle indagini mostra però come la presenza di 'cosa nostra' sul territorio rimanga diffusa e pervasiva - continua - e sia tuttora in grado, quando ne ha ritenuto la necessità, di portare a compimento azioni violente ed efferate per affermare la propria supremazia ed alimentare il flusso di proventi illeciti. Così, da una parte, rimane pressante la sistematica imposizione del 'pizzo' alle attività commerciali e alle imprese, nell'ambito delle quali, tuttavia, vengono registrati crescenti ed incoraggianti atteggiamenti di rifiuto da parte delle vittime e di denunzia - o comunque collaborazione - con gli organi dello Stato. Dall'altra però è ritornato preminente l'interesse dell'organizzazione mafiosa ad acquisire e mantenere il totale monopolio del mercato - estremamente remunerativo - delle sostanze stupefacenti, in stretto collegamento, per le esigenze di approvvigionamento, con altre organizzazioni criminali italiane ed estere".
Napoli: criticità su esecuzione sentenze
"La priorità assoluta del nostro distretto sarà l'esecuzione delle sentenze penali che rappresenta una della maggiori criticità del distretto". Il presidente della Corte d'Appello di Napoli, Giuseppe de Carolis, nell'inaugurazione dell'Anno giudiziario mette in luce aspetti positivi e negativi del lavoro di pm e giudici. Ma l'allarme resta la mancata esecuzione delle decisioni dei giudici. "Quando mi sono insediato c'erano circa 50mila sentenze non eseguite, delle quale 12mila di condanna definitiva", premette. Una situazione "inaccettabile" che ha riflessi "sull'ordine pubblico". "Paradossale - dice - che si continuino a emettere ordinanze e non si eseguono quelle per le quali c'è una condanna".
Ogni anno approdano alla sezione gip nel distretto di Napoli 94mila fascicoli dei quali oltre 104mila vengono definiti, ma ne restano altri 50mila da smaltire. In Corte d'Assise si sono celebrati 39 processi, ne restano 64 perchè sono sopravvenuti altri 56. Davanti al giudice di pace dovranno essere smaltiti 300 processi e 3.500 al dibattimento collegiale. Allarme per i reati commessi da minori: 13 in carcere per omicidio, 79 per scippo, 226 per rapina, 405 per droga e 10 per camorra. Per quanto riguarda l'attività del giudice monocratico, i numeri sono da capogiro: 36.257 iscrizioni, 41.244 definizioni con una pendenza di quasi 75mila procedimenti.
In Corte d'appello è ancora emergenza anche se le pendenze sono diminuite ma restano altissime con 42mila processi da smaltire a fronte dei 12.743 chiusi e 11.223 arrivati. Nell'aumento generale di reati nel distretto di Napoli spiccano 77 omicidi di cui 38 di camorra; 103 tentati omicidi di cui 16 di camorra. Numeri altissimi per i furti: 70.236 in un solo anno, dei quali 7mila in strada e 24mila di scooter e auto. Le rapine lo scorso anno sono state 6.342, delle quali 168 in casa, 17 in banca, 320 negli esercizi commerciali e ben 4.737 in strada. Oltre 5mila i danneggiamenti a cose e 10.736 le truffe informatiche. Ancora alti i reati per spaccio con 1.872 persone fermate. In totale i delitti commessi nel distretto sono stati 136.393.