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MONDO

A due giorni dall'attentato

Alta tensione in Medio Oriente. Onu: risposta Israele sia "conforme a diritto internazionale"

Continuano le demolizioni punitive di abitazioni di palestinesi a Gerusalemme est. Dalla Striscia lancio di razzi in mare

Gerusalemme (Ap/David Vaaknin)
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Alta tensione in Medio Oriente a due giorni dall'attentato nella sinagoga dove hanno perso la vita 7 persone, compresi i due attentatori. Il premier israeliano Benyamin Netanyahu giura che riporterà la sicurezza nel Paese e che continuerà la demolizione delle case dei palestinesi a Gerusalemme Est. Da Gaza, in tutta risposta, è ripreso il lancio di razzi in mare, un modo per testare le capacità missilistiche. Il sistema di difesa israeliano ne ha intercettati in 24 ore. 

Nella notte è arrivato l'appello dell'Onu per la pace. In una dichiarazione il Consiglio di sicurezza ha condannato "l'esecrabile attacco di martedì" ed ha espresso preoccupazione riguardo all'accelerazione delle tensioni. Rivolgendosi poi alla possibilità di rappresaglie da parte di Israele, il Consiglio ha "ricordato che gli Stati devono assicurarsi che le misure prese per combattere il terrorismo siano conformi agli obblighi inscritti nella legislazione internazionale".

L'appello del Papa
E alla luce dell'attentato arriva l'appello del Papa per la pace: "Seguo con preoccupazione l'allarmante aumento della tensione a Gerusalemme e in altre zone della Terra Santa - ha detto ieri nella consueta udienza del mercoledì in Piazza San Pietro - con episodi inaccettabili di violenza che non risparmiano neanche i luoghi di culto. Assicuro una particolare preghiera per tutte le vittime di tale drammatica situazione e per quanti più ne soffrono le conseguenze. Dal profondo del cuore, rivolgo alle parti implicate un appello affinché si ponga fine alla spirale di odio e di violenza e si prendano decisioni coraggiose per la riconciliazione e la pace".
 
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