MONDO
Nota del ministero dell'Economia
Padoan: "Italia chiede l'uso dei margini previsti dalle norme. Non stiamo chiedendo nulla di nuovo"
"Il drastico aumento della spesa per i migranti che l'italia ha dovuto sostenere negli ultimi anni deve considerarsi un evento eccezionale" così come la Commissione "ha riconosciuto che la crisi dei rifugiati siriani ha prodotto un evento eccezionale e conseguentemente ha accordato agli Stati membri lo scorporo dal deficit delle spese sostenute per farvi fronte"

Sulla base di queste spese eccezionali il governo "ha formulato la legge di Stabilità 2016 in maniera tale da considerare che venga scorporato dal calcolo del deficit ai fini del rispetto del Patto di stabilità e crescita un importo pari allo 0,2% del Pil. Nella dichiarazione inserita a verbale della odierna riunione del Coreper non vi è pertanto alcuna richiesta aggiuntiva di flessibilità".
Il Documento programmatico di bilancio 2016
Il Documento programmatico di bilancio 2016 ricordava che "l'attivazione e la gestione di un sistema di accoglienza in grado di far fronte alla pressione registrata ha comportato uno sforzo di bilancio rilevante", la cui quantificazione è "complessa". E' certo, al di là delle complessità, che la spesa sostenuta dall'Italia a fronte del flusso crescente di migranti ha registrato un trend ascendente, passando da una media annua di 1,24 mld di euro nel periodo 2011-13 (al netto dei contributi Ue) a 2,508 mld nel 2014, per poi impennarsi a 3,206 mld nel 2015 (3,19 mld quella prevista per il 2016). Insomma, "in confronto con la media del 2011-13, le spese sono più che raddoppiate nel 2014 e sono quasi triplicate nel 2015".
Secondo l'Italia "il drastico aumento della spesa per i migranti che il Paese ha dovuto sostenere negli ultimi anni deve considerarsi un evento eccezionale ai sensi dell'articolo 5.1 e articolo 6.3 del Regolamento CE 1466/97 e dell'articolo 3 del Fiscal Compact".
Secondo varie fonti, il calcolo per determinare la cifra da scorporare si dovrebbe ricavare considerando gli 1,24 mld spesi in media ogni anno dal 2011 al 2013 come la cifra base che l'Italia spende ogni anno per assistere i migranti, che arrivano regolarmente sulle nostre coste. A questo punto, sottraendo questa spesa base (1,2 mld) dai costi sostenuti dallo Stato italiano nel 2014 (2,5 mld) e nel 2015 (3,19 mld), si ottengono circa 1,3 mld per il 2014 e 2 mld circa nel 2015 di spesa aggiuntiva attribuibile all'emergenza Libia.
Così sommando questi due importi ricavati si ottiene la cifra di 3,3 mld cioè lo 0,2% di Pil, che corrisponde esattamente a quanto l'Italia va chiedendo da mesi alla Commissione Ue, a titolo di flessibilità per le spese sostenute in aiuto dei migranti.
Padoan sottolinea dunque che "l'Italia chiede l'uso dei margini previsti dalle norme", "non c'è nulla che non sia compatibile con le regole. Non stiamo chiedendo nulla di nuovo", e "c'è compatibilità assoluta tra la nostra politica di bilancio e la politica di riforme".