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ECONOMIA

Padoan: "La flessibilità Ue non è una scorciatoia per l'indisciplina fiscale"

Un unico Ministro delle Finanze per l'Eurozona. Lo propongono - con un intervento sul quotidiano tedesco Suddeutsche Zeitung il Presidente della Bundesbank, Jen Weidmann e il Governatore della Banca Centrale francese Villeroy de Galhau

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La flessibilità sui conti pubblici non è uno strumento per favorire le scorciatoie di indisciplina fiscale. "Al contrario è un incentivo che stabilisce un legame tra consolidamento dei conti pubblici e politiche di sostegno alla crescita", ha sottolineato il Ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, intervenendo al convegno 'L'Europa di fronte alle sfide del futuro - Il ruolo dei parlamenti nazionali'. Occorre "creare i giusti incentivi" e il recente dibattito sulla flessibilità sui conti pubblici rappresenta "un buon esempio di quanti equivoci si possano creare", ha detto Padoan sottolineando che la flessibilità non è una scorciatoia ma, "al contrario stabilisce "un legame forte e positivo tra consolidamento fiscale e politiche a sostegno della crescita".

Eurozona: proposta ministro unico delle Finanze
Dopo la proposta di un unico ministro delle Finanze per l'Eurozona presentata da Jen Weidmann, capo della Bundesbank e da Villeroy de Galhau, Governatore della Banca Centrale francese, il ministro dell'Economia Padoan rilancia sulla flessibilità: "Non è una scorciatoia, solo se c'è crescita può tornare l'occupazione".  Per i due capi delle banche centrali l'Eurozona si trova "chiaramente a un bivio"  e i paesi membri devono cedere parte della loro sovranità "per ristabilire la fiducia nella zona euro" con l'obiettivo di integrare la collaborazione finanziaria e salvare il progetto europeo.

La Banca Centrale Europea "sta facendo un lavoro molto importante, fondamentale, che sono convinto darà i suoi frutti in termini di più crescita, più inflazione, che serve per evitare fenomeni di segno opposto come la deflazione", ha affermato il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, a un convegno alla Camera sottolineando l'importanza per l'Europa di una forte strategia per la crescita. "Le vicende delle ultime settimane sui mercati - ha detto - ci indicano che nella globalizzazione non c'è certezza e l'Europa deve fornire un elemento di certezza per la crescita e per contribuire alla stabilità e prosperità del sistema globale".

Il responsabile dell'Economia si è quindi soffermato sul tema degli strumenti rilevando che "spesso non è la carenza di strumenti che ci manca ma l'identificazione di un quadro coerente dove mettere questi strumenti".

"Credo ci sia in Europa un forte bisogno di strategia per la crescita che si articoli in dimensioni nazionali coerenti. Il problema della mancata occupazione è lungi dall'essere risolto. Questo è il vero tema: per questo l'Europa viene vista non come soluzione ma come problema", ha detto il ministro dell'economia, Pier Carlo Padoan. 

Sul piano Juncker per gli investimenti "sono stati fatti passi avanti ma è il classico caso in cui si può fare di più". 

"Se crediamo nell'unione monetaria è un dovere di tutti contribuire alla condivisione del rischio", ha sottolineato il ministro dell'Economia. Per Padoan, "l'unione bancaria ma anche economica deve basarsi su due principi: la riduzione e la condivisione del rischio. Ci sono rischi sistemici che dobbiamo affrontare insieme, non come un singolo paese che viene messo all'angolo". Secondo il ministro, in un'unione "se non si hanno strumenti comuni chi subirà i costi di inevitabili aggiustamenti, che ci saranno, sarà il mercato del lavoro, sarà l'occupazione a pagare. Dobbiamo costruire uno strumento in grado di mitigare questi costi, con una operazione comune".
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