MONDO
Norvegia
Strage di Utoya, un memoriale per non dimenticare le vittime del 2011
Inaugurato il memoriale delle 69 vittime dell'estremista Breivik, condannato poi a 21 anni di carcere

Il primo attentato del 22 luglio 2011 fu provocato dall'esplosione di un'autobomba nel centro di Oslo, parcheggiata davanti al palazzo dell'ufficio dell'allora premier norvegese Jens Stoltenberg, attualmente al vertice della Nato. Nella deflagrazione morirono 8 persone e 209 rimasero ferite. Il secondo attacco avvenne meno di due ore dopo sull'isola di Utoya, al largo della capitale norvegese, dove era in corso un campus giovanile organizzato dal Partito laburista: qui Breivik aprì il fuoco sui partecipanti, uccidendo 69 ragazzi e ferendone 110.
Nel 2012 Breivik è stato condannato a 21 anni di carcere, la pena di maggiore durata prevista dalla legge norvegese. L'uomo ha continuato a far parlare di sé anche dopo Utoya, rendendo dichiarazioni estreme e non mostrando mai pentimento. Si è molte volte lamentato del trattamento ricevuto e recentemente ha annunciato attraverso il suo avvocato di voler deferire la Norvegia alla corte per i diritti umani a causa dell'isolamento nel quale viene tenuto, unico prigioniero del carcere tenuto separato dagli altri. In compenso ha ottenuto l'ammissione all'Università di Oslo dove studierà Scienze politiche. Lo farà, ha specificato il rettore Ole Petter Ottersen, senza mai uscire dalla cella.