ITALIA
Pirateria informatica
Attacco hacker Lazio, dipendente di Frosinone sentito dagli investigatori
L'uomo è stato ascoltato per tre ore nella sede della Questura ciociara come persona informata sui fatti

A svolgere l'atto istruttorio negli uffici della Questura di Frosinone sono stati gli agenti del Cnaipic (Centro Nazionale Anticrimine Informatico per la Protezione delle Infrastrutture Critiche) della Polizia Postale che indagano sull'intrusione informatica, coordinati dalla procura di Roma. Sull'offensiva indagano i pm del pool reati informatici e dell'antiterrorismo coordinati dal procuratore capo Michele Prestipino e dal procuratore aggiunto Angelantonio Racanelli. Nel fascicolo, contro ignoti, i reati ipotizzati sono quelli di accesso abusivo a sistema informatico, tentata estorsione e danneggiamento di sistema informatici, con l'aggravante delle finalità di terrorismo.
Intanto vanno avanti gli accertamenti che la Polizia Postale sta svolgendo in collaborazione con l'Europol e l'Fbi e che mirano a chiarire l'origine e a verificare eventuali similitudini con attacchi con ransomware cryptolocker avvenuti in Italia e anche all'estero. Nella giornata di giovedì sono stati estratti i dischi di backup dai server rimasti bloccati dopo l'attacco hacker.
L'intervista
Nicola, 61 anni, il dipendente della sede di Frosinone della Regione Lazio da cui sarebbe avvenuta l'intrusione degli hacker, in un'intervista al Corriere della Sera aveva dichiarato: "Ora mi hanno emarginato" e "In queste ore ho letto davvero di tutto: hacker russi, cinesi. Boh! Ma a me finora non è venuta a interrogarmi nemmeno la polizia postale. Un tecnico del Ced lunedì è entrato, ha smontato il computer - racconta - e l'ha portato via. Da quel momento il buio. E io non riesco ancora a capire come sia potuto succedere. E perché proprio a me".