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Usa: secondo la Dea la marijuana resta illegale anche per uso medico

La marijuana, secondo quanto deciso dalla Dea, resterà nel gruppo 1 all'interno del Controlled substances Act, un gruppo che contiene tutte quelle sostanze di cui è vietato l'uso medico, come stabilito dalla Food and Drugs Administration (Fda).
In pratica gli stati americani che permettono l'uso della marijuana per uso medico o per uso ricreativo, vedi il Colorado, lo fanno contravvenendo alle leggi federali. La decisione della Dea prevede comunque un allentamento delle regole per la ricerca sulla marijuana, per rendere più facile la coltivazione alle istituzioni scientifiche che studiano la sostanza.
La rimozione della marijuana dalle sostanze vietate aveva come scopo proprio quello di incrementare gli studi scientifici sulla droga leggera, utilizzata per il trattamento di decine di malattie in tutta la nazione. Grazie alla nuova policy si sarebbe verificato un notevole aumento della fornitura di marijuana a disposizione dei ricercatori.
Una petizione del 2011 voleva la rimozione della marijuana dalla lista dei farmaci più pericolosi del paese. L'elenco in questione è stato creato come parte del Controlled Substances Act del 1970, che ha raggruppato tutte le leggi federali sulla droga in un'unica misura completa, e che ha classificato la marijuana all'interno della tabella I, alla pari di droghe quali eroina, Lsd e cocaina.
Sono 25 gli Stati che hanno legalizzato la marijuana medica per il trattamento di patologie quali il Parkinson, il morbo di Chron, l'Alzheimer, la sindrome di Tourette o il Lupus. Quattro di loro invece - Alaska, Washington, Oregon e Colorado - più Washington D.C. hanno addirittura legalizzato l'uso ricreativo. Fino ad oggi, l'unico ente autorizzato dalla Dea alla crescita e allo studio della marijuana è stata l'Università del Mississippi.