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MONDO

Dura reazione di Suor Delia Guadagnini

Suore massacrate, ex Superiora in Burundi: Butoyi doveva avere un complice, depistaggio in corso

All'Agenzia Fides spiega con chiarezza la sua posizione: non crede alla versione dei fatti di Botoyi, il 31enne arrestato dalla polizia con in tasca le chiavi del convento. Ed esclude categoricamente la possibilità che abbia agito da solo

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Le tre bare bianche, ieri, erano una accanto all'altra all'interno della chiesa di Mont Sion Gikungu, nei sobborghi di Bujumbura. Suor Lucia, suor Olga e suor Bernadetta sono state salutate da migliaia di fedeli prima di intraprendere il viaggio verso il cimitero di Buvaku, in Congo.

E oggi, a quattro giorni da quel massacro ancora senza spiegazione, suor Delia Guadagnini, ex Superiora delle Saveriane in Burundi e Repubblica Democratica del Congo, torna a rompere il silenzio. La confessione di Christian Claude Butoy non la convince. E' chiarissima e critica la polizia: "Non crediamo a questa pista. L'arresto di questa persona è un pretesto per deviare le indagine sull'uccisione delle nostre sorelle". 

Non si capisce - tra i tanti punti oscuri - come l'uomo abbia potuto tornare nel convento dopo i primi due omicidi, quando era circondato da un cordone di agenti: "Non pensiamo che questo orribile crimine sia stato commesso da una sola persona - continua suor Delia Guadagnini parlando all'Agenzia Fides- l'impressione è che sia stata più di una persona e che conoscesse il mestiere oltre a conoscere molto bene la nostra casa".

Il Signora saprà giudicare, chiarisce alla fine la suora, tornando a lasciare le "cose terrene" per guardare al futuro senza timori: il lavoro della missione, garantisce, non si fermerà.
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