MONDO
Organizzazioni: "Almeno 40 morti durante proteste"
Venezuela. Sale la tensione, sostenitori Guaidó e Maduro in piazza a Caracas
La comunità internazionale si è attivata per risolvere la crisi. In particolare, l'Unione europea ha avviato l'istituzione di un gruppo temporaneo di contatto per normalizzare la situazione e portare il Venezuela alle elezioni presidenziali. Intanto un generale dell'Aeronautica riconosce Guaidó

Il 23 gennaio Guaidó, capo dell'Assemblea Nazionale guidata dall'opposizione venezuelana, si è proclamato presidente ad interim del paese in mezzo a grandi proteste antigovernative. La mossa è stata sostenuta dagli Stati Uniti e da diversi altri paesi. Il Parlamento europeo ha inoltre adottato una risoluzione che riconosce Guaidó come presidente ad interim del Venezuela.
Il presidente venezuelano Nicolas Maduro, sostenuto da Cina, Messico e Russia, ha rifiutato la mossa di Guaidó definendolo un "burattino" di Washington. L'appoggio a Maduro oggi arriva anche dal presidente della Bolivia, Evo Morales: "Esprimiamo il nostro pieno sostegno davanti al colpo di stato dell'impero. Sosteniamo il dialogo per evitare scontri".
La comunità internazionale si è attivata per risolvere la crisi. In particolare, l'Unione europea ha avviato l'istituzione di un gruppo temporaneo di contatto internazionale per normalizzare la situazione e portare il Venezuela alle elezioni presidenziali. Inoltre, Messico e Uruguay hanno convocato una conferenza internazionale sulla crisi venezuelana, mentre il Gruppo di Lima ha accettato di riunirsi in Canada per discutere la situazione.
Terza manifestazione per i sostenitori di Guaidó: si svolgano nuove elezioni presidenziali
Con la terza manifestazione - prevista per oggi - i sostenitori di Guaidó chiedono la rimozione del divieto di aiuti umanitari imposto ai donatori internazionali oltre alla richiesta dello svolgimento di nuove elezioni presidenziali. Il loro primo raduno si è svolto il 23 gennaio. Tuttavia, nella notte del 21 gennaio, un tentativo di colpo di stato ha avuto luogo a Caracas. I media hanno poi suggerito che la campagna era stata avviata dai militari. Anche se tutti i militari, che si sono ribellati, sono stati arrestati diverse ore dopo l'inizio del tentativo di colpo di Stato, le proteste sono continuate fino al 25 gennaio.
Organizzazioni per i diritti umani: almeno 40 i morti nel corso delle proteste
Le organizzazioni per i diritti umani dicono che almeno 40 persone sono state uccise durante la protesta, mentre 939 persone, tra cui 90 minori, sono state arrestate durante la manifestazione. La seconda manifestazione si è tenuta mercoledì scorso ed è stata pacifica. La protesta ha seguito l'ordine del procuratore generale del Venezuela Tarek William Saab per il Tribunale Supremo di Giustizia di introdurre le misure preventive contro Guaidó, compreso il divieto di lasciare il Venezuela e il congelamento dei suoi conti bancari.
Procuratore generale: avviata indagine preliminare sul leader opposizione
Il procuratore generale ha inoltre dichiarato che è stata avviata un'indagine preliminare sul leader dell'opposizione. Giovedì scorso Guaidó ha affermato che le forze dell'ordine si sono presentate a casa sua, fatto negato dalla polizia. "Continuiamo a parlare a gran voce della necessità di mobilitare gli aiuti umanitari e il sostegno ai venezuelani. Prevediamo di permettere l'ingresso nel paese di prodotti alimentari e medicinali. Invitiamo tutti i cittadini e le forze armate ad agire contro la crisi umanitaria che stiamo affrontando", ha scritto Guaidó su Twitter.
In varie città manifestazioni a sostegno di Maduro
In varie città - come abbiamo ricordato - ci saranno anche manifestazioni a sostegno di Maduro. Diosdado Cabello, il capo dell'Assemblea Nazionale Costituente controllata dal governo, ha invitato i sostenitori del presidente a "essere pronti per una lotta e nuove vittorie" e uscire per una marcia dedicata al 20° anniversario della rivoluzione bolivariana di Hugo Chavez.