MONDO
A 4 anni dal disastro di Fukushima
Giappone, riavviato il primo reattore nucleare dopo Fukushima. In piazza protestano gli attivisti
La riattivazione di Sendai è stata fortemente voluta dal governo nipponico che difende la necessità di produrre energia nucleare per stimolare la crescita malgrado la maggioranza dei giapponesi siano contrari

La Kyushu Electric Power ha annunciato che, secondo le previsioni, il reattore inizierà a generare elettricità venerdì, puntando a entrare nel ciclo commerciale ai primi di settembre. Kyushu Electric Power ha effettuato ieri tutte le verifiche in programma, a cominciare dalle barre di combustibile. A settembre dello scorso anno, l'impianto di Sendai, nella prefettura di Kagoshima, fu il primo a soddisfare i requisiti sulla sicurezza introdotti nel 2013, in risposta alla crisi di Fukushima e che il governo definisce come le "più severe al mondo".
Il riavvio a Sendai segna di fatto la ripresa dell'investimento giapponese in un programma nucleare dopo due anni di assenza: gli oltre 40 reattori potenzialmente utilizzabili, al netto di quelli destinati a essere smantellati, sono tutti fermi. Il governo del premier Shinzo Abe è pronto a riavviare circa i reattori considerati sicuri. "Il riavvio delle centrali nucleari confermate come sicure è importante nella nostra politica energetica", ha infatti commentato il portavoce del governo, Yoshihide Suga, riprendendo le posizioni del premier Shinzo Abe sull'atomo a uso civile come uno dei pilastri della politica energetica nazionale.
Gli attivisti antinucleari hanno però protestato intorno alla centrale di Sendai e non hanno fatto mancare una manifestazione vicino alla sede in cui si trova il primo ministro. Secondo alcuni sondaggi, i cittadini giapponesi sarebbero contrari al programma nucleare. Contro la riattivazione di alcuni reattori era stato fatto anche un ricorso legale nella prefettura giapponese di Aichi, a ovest di Tokyo: lo scorso aprile due reattori della centrale nucleare di Takahama sarebbero dovuti tornare in funzione, ma il tribunale distrettuale di Fukui ha deciso di bloccare tutto accogliendo l'ingiunzione degli abitanti della zona, preoccupati per la sicurezza.